Fino allo scorso 8 marzo i club di calcio italiano si sono allenati regolarmente, da tredici giorni invece i giocatori sono a casa. Questo può influire sugli stipendi? L’emergenza Coronavirus cambierà l’aspetto economico delle società calcistiche? La risposta potrebbe essere sì, ma con qualche riserva. L’Empoli, sempre virtuoso da questo punto di vista, ha già fatto sapere tramite l’ad Ghelfi che gli stipendi sono stati pagati regolarmente. Facciamo dunque un quadro più ampio, prendendo spunto da ciò che succede in altre realtà.

I club di Serie A, infatti, hanno scritto al Governo. Hanno chiesto la sospensione degli ingaggi per il periodo di inattività dei calciatori. C’è chi ha parlato di cassa integrazione ma pare irrispettoso accomunare le due realtà. Sta di fatto che alcuni club stanno pensando a un mini-taglio degli stipendi e il presidente AIC Tommasi ha detto di essere al lavoro per vagliare un accordo. Probabilmente gli attuali giorni di stop saranno contati come vacanze per ridurre le ferie a luglio.

All’estero cosa accade? In Francia alcuni club importanti come Bordeaux e Lione hanno annunciato la disoccupazione parziale per i tesserati, siano essi calciatori o dipendenti. In Germania il Borussia Mönchengladbach ha fatto tutto da solo: per aiutare il club nelle spese, i calciatori si sono ridotti lo stipendio.