(foto Empoli F.C.)


C’è il Guardiolismo, c’è il Sarrismo, ma si può dire che a Empoli per qualche tempo c’è stato pure l’Andreazzolismo. Battute a parte, lunedì 24 febbraio al Curi andrà in scena Perugia-Empoli e l’ultimo confronto in terra umbra riporta alla vera nascita dell’Empoli di Aurelio Andreazzoli. Era la fine di dicembre del 2017, il tecnico si era insediato da pochi giorni, faceva un freddo tremendo e al Curi gli azzurri vinsero 2-4.

Quella sera si vide il vero Empoli di Andreazzoli, che poi dominò la Serie B vincendola con un mese di anticipo e si impose pure in Serie A, anche se poi la classifica non ha pagato. I dettami di quell’Empoli furono chiari fin da subito: gioco in verticale, difesa alta, pallino del gioco sempre in mano, scambi stretti e affidamento sul potenziale esplosivo là davanti. A Perugia segnarono Donnarumma due volte e Caputo una e mezzo (il secondo gol fu segnalato come autorete di Volta), ma fu tutto l’Empoli a convincere nonostante i due gol presi.

Andreazzoli si era insediato da poco, il suo esordio era avvenuto contro il Brescia in un infrasettimanale in cui l’Empoli era durato poco più di un tempo. Dopo più di una settimana di lavoro, il mister pose le basi dell’Empoli di Nonno Aurelio, come poi è stato affettuosamente chiamato da allora. Perugia-Empoli fu l’inizio vero e proprio di una cavalcata meravigliosa, conclusa – tra l’altro – con un Empoli-Perugia 2-1 e il trofeo di campioni di Serie B.