Il tecnico azzurro Pasquale Marino ha parlato e si è presentato i tifosi dopo aver assunto l’incarico di allenatore. “Ho trovato un gruppo voglioso di intraprendere una strada diversa, loro sanno di avere delle qualità importanti. Quando ci sono periodi negativi il morale incide nelle prestazioni, è il momento di voltare pagina. I ragazzi si allenano bene, hanno cultura del lavoro. Chi mi ha preceduto ha fatto bene da questo punto di vista. In B se hai qualità ma non ci metti intensità poi fatichi ad emergere. Ho cercato di dare un’idea di gioco da sviluppare, vogliamo essere propositivi ma con equilibrio. Dobbiamo alzare la testa, le difficoltà aiutano a crescere”.

Il tempo. “Avere a che fare con ragazzi intelligenti è un vantaggio, non ci si inventa niente. A tutti gli allenatori piacerebbe cominciare dal ritiro e lavorare in maniera graduale, ma iniziare adesso non è un problema. Dobbiamo trovare un’identità alla svelta, per arrivare ai risultati bisogna giocare. Ti può andar bene una volta, ma poi i limiti vengono fuori. L’organizzazione aiuta la crescita del singolo”.

Il modulo. “Lavoriamo sul 4-3-3, ma ci concentreremo anche su altro. Non sono tanto i numeri, ma la mentalità. Questa squadra è pensata per stare a quattro dietro e tre in mezzo, poi davanti valuteremo. Tutti dovranno fare la propria parte”.

L’aspetto economico. “Ho chiesto di lavorare e firmare per 5 mesi perché mi sembra una cosa logica. Voglio farmi apprezzare col lavoro, se ci troviamo bene si può andare avanti. I contratti spesso sono un dettaglio, contano le volontà e a fine stagione ne riparleremo”.

L’aspetto tattico. “Col lavoro tutto è possibile, i giocatori  di qualità ci sono. Dobbiamo proporre una manovra che coinvolga tutti, dobbiamo dare dei concetti di base. Ai ragazzi piace avere il pallino del gioco, dobbiamo lavorare sulle catene e avere gli spazi giusti per muoversi in ampiezza”.

I motivi. “Sono stato stimolato dall’organico, l’Empoli ha una squadra forte. Volevo una società che mi permettesse di esprimere le mie idee e questa è certamente la piazza ideale”.

L’atteggiamento. “Nei momenti di difficoltà è normale che subentri l’ansia, poi ci sono anche gli avversari. I ragazzi sono intelligente, sanno che devono fare tutti qualcosa in più per avere quella continuità di gioco che porta poi ai risultati”.

Il campionato. “E’ aperto a tutti, a parte il Benevento che sta facendo un cammino a sé. Il Crotone ha le carte in regola per salire, ma anche il Pordenone che non è più una sorpresa. Non ci sono gare scontate, questo equilibrio fa si che molte squadre abbiano la speranza di arrivare tra le prime 8. Per quel che mi riguarda voglio guardare partita dopo partita, ho una certa età e non riesco ad andare oltre”.

La rosa ampia. “Per noi allenatori sì. Per il presidente forse un po’ meno, ma se ci sono solo 12 o 13 giocatori che si possono considerare titolari non c’è crescita. La competizione sana aiuta a migliorare sia in allenamento che in partita”.