(foto Empoli F.C.)


Dal 26 maggio 2019 al 26 maggio 2020 di cose ne sono cambiate, eccome. Soffermandoci solo sul calcio e sull’Empoli, gli azzurri sono andati in Serie B e hanno sentito il terrore della zona retrocessione in Serie C, poi si sono rialzati fino allo stop per il Coronavirus. Un anno dopo, però, il rimpianto per cosa è successo esattamente dodici mesi fa è ancora forte. Inter-Empoli 2-1, ultima giornata del campionato 2018-19, continua a essere una ferita aperta.

L’Empoli di Andreazzoli retrocesse in Serie B al termine di una cavalcata incredibile nelle ultime giornate, che portò gli azzurri a giocare un gran calcio e a sfiorare la salvezza per una settimana e qualche minuto. Il 2018-19 è stata un’annata balorda, condizionata da alcune scelte rivelatesi poi sbagliate. Eppure i vari Di Lorenzo, Caputo, Traoré, Krunic, Bennacer sono ancora in Serie A e in squadre di alto livello.

L’ultima giornata fu un dentro o fuori con l’Inter. I nerazzurri andarono in vantaggio con Keita a inizio ripresa e tutto sembrò crollare. Dragowski rialzò gli azzurri parando un rigore a Icardi, Traoré segnò l’1-1 con un’azione da Champions League, poi nel finale il gol di Nainggolan e i miracoli di Handanovic e D’Ambrosio. Ai tifosi azzurri fa ancora male ripensarci. Fece male anche lo 0-0 tra Fiorentina e Genoa, che rasentò la vergogna.

Un anno dopo, come detto, tutto è cambiato. Dei giocatori azzurri tra campo e panchina presenti a San Siro sono rimasti solo Maietta, Nikolaou e Perucchini. Rimangono soprattutto le lacrime e il rimpianto: se quell’Empoli si fosse salvato, se quei giocatori avessero continuato tutti assieme in Serie A, probabilmente ci sarebbero state le basi per fare qualcosa di importante. La speranza dei fan azzurri è che dopo una gara così triste nasca qualcosa di bello: dopo il playout col Vicenza, d’altronde, arrivò Sarri.