Sabato 7 novembre Matteo Andreoletti tornerà a Padova, questa volta da avversario. Una partita particolare per l’attuale allenatore dell’Empoli, che allo stadio Euganeo ha vissuto una delle pagine più importanti della sua ancora giovane carriera da tecnico.

Prima la scelta, arrivata nell’estate del 2024, di affidargli una squadra ambiziosa dopo l’esperienza di Benevento.

Poi una stagione straordinaria, culminata con la vittoria del campionato di Serie C e una promozione che ha riportato il Padova in cadetteria dopo sei anni.

Andreoletti arrivò in Veneto il 14 giugno 2024. Aveva 35 anni e alle spalle un percorso costruito soprattutto nelle categorie inferiori, con esperienze al Seregno, all’Inveruno, alla Sanremese e soprattutto alla Pro Sesto, dove aveva già dimostrato di poter competere ad alto livello.

L’esperienza di Benevento, nella prima parte della stagione 2023/24, non aveva invece avuto l’esito sperato.

Padova decise comunque di puntare su di lui, affidandogli una squadra con l’obiettivo dichiarato di tornare in Serie B.

La scelta si rivelò vincente. Andreoletti riuscì a costruire un gruppo competitivo, capace di trovare continuità e di imporsi nel girone A. Il Padova partì forte, mostrando fin dalle prime giornate personalità e organizzazione. Il primo vero segnale arrivò con il successo nel derby contro il Vicenza, una vittoria che contribuì a rafforzare le ambizioni biancoscudate e il rapporto con una piazza che aspettava da tempo di tornare nel calcio che conta.

La squadra seppe mantenersi ai vertici per gran parte del campionato. Il girone d’andata si chiuse con 51 punti, un bottino straordinario, mentre la concorrenza del Vicenza rese la corsa alla promozione sempre più intensa nella seconda parte della stagione.

Non mancarono le difficoltà, soprattutto in trasferta, ma il Padova riuscì a ritrovare il passo giusto nel momento decisivo.

Il 25 aprile 2025 arrivò la certezza matematica: lo 0-0 contro il Lumezzane consegnò ai biancoscudati la vittoria del girone A e il ritorno in Serie B.

Una giornata storica per il club e anche per Andreoletti, che a 36 anni diventò il più giovane allenatore a vincere un campionato di Serie C.

Il Padova concluse la stagione con 86 punti, il miglior attacco e la miglior difesa del girone. Un risultato che portava in larga parte la sua firma.

Per il tecnico bergamasco si aprì così una nuova fase professionale. Dopo aver raggiunto la promozione, arrivò la prima vera occasione in Serie B, proprio alla guida della squadra che aveva riportato in cadetteria. L’obiettivo era consolidare il lavoro fatto e provare a dare continuità al progetto. Ma il salto di categoria si rivelò più complicato del previsto.

Nella stagione 2025/26 il Padova incontrò maggiori difficoltà e, con il passare delle giornate, la situazione in classifica diventò sempre più delicata.

La squadra attraversò un periodo negativo, segnato anche da quattro sconfitte consecutive. Il 21 marzo 2026 la società decise di interrompere il rapporto con Andreoletti, sollevando dall’incarico lui e il suo staff.

Si chiudeva così, dopo quasi due stagioni, un’avventura cominciata con grandi aspettative e terminata in maniera amara.

Il comunicato del club, tuttavia, non mancò di riconoscere il valore del lavoro svolto, ringraziando l’allenatore per le emozioni regalate con la promozione della stagione precedente.

Adesso il calendario mette Andreoletti di fronte al suo passato. Sabato non ci sarà soltanto una partita importante per il cammino dell’Empoli, in questo momento ultimo in classifica, ma anche il ritorno in uno stadio nel quale il tecnico ha conosciuto una delle soddisfazioni più grandi della sua carriera. All’Euganeo ritroverà una piazza che lo ha visto protagonista di una promozione storica e dalla quale si è separato dopo un’esperienza in Serie B decisamente più complicata.

Sulla panchina azzurra dell’Empoli ha la possibilità di dimostrare che la cadetteria è una categoria in cui può essere protagonista.

Edoardo Cioni