
Al termine di Empoli-Juve Stabia, terminata 2-2, il tecnico azzurro Matteo Andreoletti ha analizzato la prestazione della squadra ai microfoni di Radio Lady e Empoli Channel. Un pareggio che lascia inevitabilmente delusione, perché l’Empoli aveva bisogno di una vittoria per provare a risalire una classifica che continua a essere molto complicata. Gli azzurri, dopo essere andati in svantaggio, erano riusciti a ribaltare il risultato portandosi sul 2-1, prima di subire il definitivo pareggio.
L’allenatore, tuttavia, ha voluto sottolineare gli aspetti positivi della prestazione, a partire dalla reazione allo svantaggio e dalle prove dei giovani Bembnista e Indragoli, entrambi schierati dal primo minuto.
Mister, la squadra ha fatto vedere anche oggi cose interessanti, ma ha commesso degli errori. Qual è il sentimento al termine di questa partita? Il bicchiere lo vede mezzo pieno?
«Sì, io lo vedo mezzo pieno. È chiaro che dispiace, perché se ci mettiamo ad analizzare i risultati in questo momento sono impietosi e la classifica è altrettanto impietosa. Non possiamo essere soddisfatti di noi stessi, quindi questa analisi generale è corretta. Da allenatore, però, devo fare valutazioni anche più ampie e la prestazione di oggi è molto confortante. La cosa più positiva è che, trovandoci ancora una volta sotto 1-0 per un altro episodio incredibile, la paura sincera poteva essere quella di crollare e prendere quattro gol. Invece la squadra ha dimostrato maturità e personalità, ha manovrato, è riuscita a pareggiare e addirittura ad andare in vantaggio, giocando anche in maniera qualitativa. Dispiace perché, in una partita che tutto sommato era in equilibrio e sotto controllo, ci troviamo ancora una volta a commentare un eurogol degli avversari, nato da una deviazione con la palla finita sotto l’incrocio. Capisco che in questo momento l’ambiente possa vedere il bicchiere mezzo vuoto, ma da allenatore sono assolutamente ottimista. Prestazioni come quella di oggi, senza mai lamentarsi del momento e della situazione, sono una risposta di grande qualità da parte dei ragazzi».
Alla vigilia aveva parlato di rabbia. Oggi, rispetto alle ultime uscite, si è vista anche una fiducia e una convinzione diverse. È un punto importante per ripartire, considerando che al Castellani mancavano i punti dalla prima giornata?
«Mi fa piacere questa notazione positiva. Voglio essere chiaro soprattutto in questo momento di difficoltà: è troppo facile fare gli eroi quando le cose vanno bene. Io sono orgoglioso di questi ragazzi, oggi mi hanno reso orgoglioso. Non abbiamo vinto e mi dispiace, perché il pubblico e l’ambiente meritano risultati e una classifica diversa. Stiamo facendo fatica a ottenerli e questo mi dispiace, però questi ragazzi stanno spendendo l’anima. Anche oggi, tra mille difficoltà e peripezie, con tanti ragazzini, basta guardare come abbiamo finito la partita: sembrava quasi una Primavera più che una prima squadra per quanto riguarda l’età media. Hanno spinto, sudato e faticato. La strada è questa: dobbiamo rimanere compatti in questo momento difficile, nel quale davvero ogni episodio ci penalizza. Se manteniamo questa mentalità, basta una scintilla, un episodio che finalmente gira dalla nostra parte, per stravolgere la classifica e la stagione».
Una delle note positive arriva proprio dai giovani. A Cesena era entrato Indragoli, oggi Bembnista e Indragoli sono partiti insieme dal primo minuto, anche per l’assenza dell’ultimo momento di Cauz. Non hanno fatto rimpiangere gli assenti e anche Egan è entrato molto bene. Sono risorse importanti per il futuro?
«Questa è un’analisi obiettiva. Le prestazioni di questi ragazzi hanno sorpreso anche me. Ho grande fiducia in loro, li vedo tutti i giorni e so che partite possono fare, ma vedere oggi Benvenista e Indragoli, due ragazzi che hanno giocato pochissimo e qualcuno mai, disputare prestazioni di questo livello mi dà grande fiducia per il futuro. È chiaro che dobbiamo stare con le antenne dritte, perché per un giovane la prima partita, soprattutto quella da titolare, è più facile: hai entusiasmo e voglia di dimostrare. La difficoltà è dare continuità e noi dobbiamo riuscirci, perché in questo momento sono giocatori dai quali dobbiamo aspettarci tanto. Stiamo forse forzando un po’ il loro percorso di crescita, ma sono diventati delle certezze. Se a questo aggiungiamo le prestazioni di cuore di alcuni dei nostri ragazzi più esperti, penso a Bandinelli, a Curto e a tutti quelli che stanno buttando il cuore oltre l’ostacolo, ci sono i presupposti per svoltare e trovare quella scintilla di cui parlavo prima».
Sui due gol subiti, cosa si poteva fare meglio? Sono situazioni che potevano essere prevenute?
«In questo momento stiamo soffrendo tanto queste situazioni. Se guardiamo i gol subiti nelle ultime partite, arrivano tutti da sviluppi di gioco e palloni rimasti lì. Penso al gol contro il Vicenza in casa, nato da una seconda palla su punizione; oggi abbiamo preso il primo gol su una palla respinta, con un mezzo liscio dentro l’area, e il 2-2 è arrivato da un calcio d’angolo respinto e poi deviato. Ci stiamo lavorando e stiamo cercando veramente di curare tutti i particolari. Oggi non basta, perché l’Empoli aveva assolutamente bisogno di vincere e non ci siamo riusciti. Però, ripeto, è mio obbligo e soprattutto ci credo, in questo momento, cercare di vedere la parte positiva che c’è in questa squadra, anche in una situazione deficitaria come quella di oggi».
Mister, lei ha ereditato una situazione costruita prima del suo arrivo e non ha partecipato alla formazione di questa squadra. Si aspettava qualcosa in più dei due punti raccolti nelle prime cinque partite della sua gestione?
«Molto di più, bisogna essere onesti. Quando parlavo prima dei risultati, se ci mettiamo a ragionare soltanto su quelli c’è da abbassare la testa e uscire dal campo guardando per terra, senza guardare nessuno negli occhi, perché sono impietosi. Lo sappiamo. Sarebbe però un errore, da allenatore, non cercare di vedere quanto lavoro c’è dietro e quanto possiamo migliorare. Ho parlato sin dall’inizio di margini di miglioramento e ci sono. Lo abbiamo visto oggi con i ragazzi giovani che hanno giocato e hanno disputato questo tipo di prestazione. È chiaro, però, che se ci rimettiamo ai risultati siamo indifendibili. Bisogna dirlo e riconoscerlo. Poi il mio lavoro impone anche altri tipi di valutazione».
A centrocampo, con Biondini fuori e Bandinelli dentro, ha cercato di inserire anche esperienza e maggiore fisicità, considerando il momento delicato?
«Come sempre ragiono un po’ sui sedici giocatori, non tanto sulle partenze. Sapevo che Pippo, che ha dato l’anima in campo, era addirittura a rischio di non poter portare a termine la partita. Sapevo di avere qualche cambio in mezzo al campo, perché c’era anche Degli Innocenti, che aveva fatto una buona partita, forse anche eccessiva quando aveva giocato qui in casa. In mezzo al campo, tutto sommato, eravamo un po’ tutelati e avevamo alternative. Sono situazioni che magari in questo momento, tra difesa e attacco, abbiamo un po’ meno e dobbiamo inventarci qualcosa. Tutto sommato, però, oggi anche da questo punto di vista ci sono stati aspetti positivi».
Chiudiamo con una battuta: magari l’aria di Padova, potrebbe essere quella giusta per ripartire?
«Spero di sì, anche se questa sera è la sera di rosicare e di pensare che dovevamo vincere. Da domani inizieremo a pensare alla prossima partita, che sarà complicata contro un avversario forte, una squadra che ho immaginato tanto. In questo momento mi limito a essere dispiaciuto per il risultato che non abbiamo ottenuto e, allo stesso tempo, cerchiamo di guardare al futuro con la fiducia che questa squadra merita».

