Sette stagioni, 255 presenze e un posto speciale nella storia recente dell’Empoli. Mirko Valdifiori torna a raccontarsi sulle pagine della Gazzetta dello Sport e, ripercorrendo la propria carriera, riporta inevitabilmente il pensiero agli anni trascorsi in Toscana, quelli che lo hanno portato dalla Serie B alla Nazionale italiana.
Arrivato a Empoli nel 2008, proprio dal Cesena, prossimo avversario degli azzurri martedì sera, il centrocampista romagnolo ha vissuto in azzurro il periodo più importante del proprio percorso calcistico. Il momento della consacrazione è legato soprattutto a Maurizio Sarri, l’allenatore che più di tutti ha saputo valorizzarne le qualità da regista. Un rapporto che ha segnato la carriera di Valdifiori, fino alla chiamata in Nazionale di Antonio Conte nel marzo 2015, quando il centrocampista era ormai diventato uno dei punti di riferimento della squadra empolese.
«Mi chiamano Sarri e Carli e me lo dicono con un abbraccio: erano euforici quanto me», ricorda Valdifiori parlando della convocazione azzurra. Un’emozione condivisa con chi, a Empoli, aveva creduto in lui e accompagnato la sua crescita. Il debutto arrivò nell’amichevole contro l’Inghilterra, allo Juventus Stadium, con Conte che prima della partita gli disse: «Gioca il tuo calcio, non sei qui per caso».
Nell’intervista c’è spazio anche per gli episodi più leggeri, quelli che restituiscono il clima dello spogliatoio empolese. Come la sua vecchia Ford Fiesta trasformata in autocarro a due posti, con tanto di rete divisoria sul retro. «Mi presentai in ritiro con quella, Maccarone mi rubò le chiavi e la riempì di frutta e verdura: “Con una macchina così puoi andarci ai mercati”», racconta sorridendo.
Non sono mancati, però, i momenti difficili. Valdifiori individua proprio a Empoli uno dei periodi più bui della propria carriera: quattro o cinque mesi condizionati dalla sindrome della bandelletta ileotibiale, un problema al ginocchio che a volte lo faceva cadere a terra per il dolore.
Poi la grande occasione del Napoli, ancora insieme a Sarri, e una carriera che lo ha portato a confrontarsi con alcuni dei migliori calciatori italiani e internazionali. Oggi, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Valdifiori ha iniziato una nuova avventura come assistente tecnico della nazionale maltese.
Ma il legame con Empoli rimane una parte fondamentale della sua storia: sette anni, 255 presenze e il ricordo di una squadra e di un ambiente che hanno contribuito a trasformare un centrocampista di provincia in un giocatore della Nazionale. Un percorso che resta anche nella memoria dei tifosi azzurri.
