Vigilia calda e ricca di significati per l’Empoli, atteso domani sera dal sentito derby del “Dei Marmi” contro la Carrarese. Una sfida che arriva dopo il passo falso di Mantova e che si giocherà purtroppo senza il sostegno dei tifosi azzurri in trasferta.

In conferenza stampa, mister Guido Pagliuca ha toccato tutti i temi caldi: dalla chiusura del mercato alla valorizzazione dei giovani empolesi, passando per l’analisi tattica dell’avversario e le scelte di formazione, fino a una toccante riflessione sul senso di appartenenza nata tra le mura domestiche.

IL BILANCIO DEL MERCATO E LA LINEA VERDE DELL’EMPOLI

Mister, si è chiuso il mercato ieri. C’eravamo lasciati con l’arrivo di Bandinelli, sono usciti Tosto e Bianchi. Qual è il suo personale bilancio della rosa adesso? È soddisfatto? È questo il gruppo che con la “cazzimme” può arrivare dove deve arrivare?

Io sono contento di tutti i ragazzi che ci sono, ma stracontento di quello che mi danno e che danno a tutto lo staff, di quello che danno per l’Empoli ogni giorno. Su quello è fuori discussione, perché veramente sono da applauso. È normale che non ci si debba nascondere dietro a un dito: avevamo fatto delle valutazioni anche di altri profili, ma non perché venissero chissà cosa a migliorare, ma quantomeno a dare un’alternativa a quello che abbiamo. Poi, per i tempi del mercato e per come si è concluso, abbiamo di comune accordo dato la priorità a quello che è il pensiero iniziale: ovvero, dare grande valore a tutti i ragazzi che provengono dal settore giovanile.

Abbiamo fatto un calcolo poco fa con lo staff: ci sono 12 o 13 giocatori in rosa che provengono dal settore giovanile, di cui ben otto dall’ultima Primavera. Questa non è una cosa scontata, è una cosa bellissima, che ci dà grande energia e ci deve dare anche grande entusiasmo a tutti noi che li alleniamo, perché siamo contenti di poterli valorizzare.

Naturalmente sarei stupido a dire “tutto ok, tutto bene”. Sì, tutto ok e tutto bene, ma con l’aiuto di tutti. Siamo consapevoli che attraverseremo dei momenti di difficoltà, e in quei momenti dovremo essere tutti uniti ad aiutare questo gruppo ad attraversarli. Mi farebbe tanto piacere che questa — per le caratteristiche della squadra, per la passione e la determinazione che mette — diventasse “la squadra di tutti”, la “squadra del popolo”, la squadra dei ragazzi che vengono dalla cultura empolese. Se tutti ci portassimo dentro qualcosa per aiutare questa squadra a raggiungere l’obiettivo — che non è solo quello di classifica, che resta primario, ma anche quello di vederli crescere — sarebbe un’assunzione di responsabilità collettiva che velocizzerebbe il processo di crescita di un gruppo giovane, ma davvero bello da allenare.

Gara complicata al di là del fatto che sia un derby. La Carrarese si presenta rinnovata, ha cambiato allenatore e diversi giocatori. Che gara dobbiamo aspettarci sul campo?

La Carrarese nell’ultima settimana ha preso quattro o cinque giocatori, quindi potrebbe anche cambiare qualcosa rispetto all’ultima partita vista, questo non lo so. Sicuramente è una squadra con caratteristiche chiare. Noi dobbiamo stare molto attenti a dove e come perdiamo la palla, perché è una squadra che, quando riparte, sposta il pallone da una zona all’altra in ripartenza molto velocemente. Hanno giocatori rapidissimi in transizione. Noi dobbiamo essere bravi a riaggredire subito la palla. Quando invece il possesso lo abbiamo noi, è fondamentale dare ritmo e continuità di ritmo, cercando la semplicità delle cose e il piacere di giocare all’interno di un derby così importante.

Al di là dell’avversario, cosa ti aspetti sul percorso di crescita della squadra? A Mantova, prima di subire il cambio di marcia avversario, la squadra era sembrata in controllo dei momenti della partita…

Questa partita arriva dopo una sconfitta. Di conseguenza, la sconfitta ci deve aver lasciato qualcosa in termini di esperienza: o prendiamo punti o impariamo qualcosa, siamo in quella fase lì noi. Dalla sconfitta di domenica dobbiamo aver imparato alcuni dettagli determinanti per il nostro percorso.

A Mantova c’è stato un cambio di “gamba” in mezzo al campo da parte dei nostri avversari, che riuscivano a spostare la palla velocemente. Noi ci siamo un po’ allungati e li abbiamo messi nelle condizioni migliori per esprimere le loro qualità, andando in affanno dove magari facciamo un pochino più di fatica.

Cosa vorresti vedere sul campo domani per superare queste difficoltà?

Vorrei fare una riflessione che ieri sera mio figliolo Niccolò mi faceva a casa. Mi diceva: “Cavolo babbo, ma ci pensi? Tutti questi ragazzi che hai in squadra del 2007, che hanno la mia stessa età… Il primo giorno che sono entrati a Monteboro avevano 10 anni. Per tutti questi ragazzi il sogno era quello di giocare nell’Empoli, di giocare davanti alla propria gente, nel proprio stadio, un derby così. Sono dentro al loro sogno, aiutali a dare il massimo

Ecco cosa vorrei vedere dalla squadra domani: vorrei vedere questo sogno. Vorrei che lo difendessero davanti a tutti e che lo portassero con sé da tutte le parti. Avere in rosa 12 giocatori dal settore giovanile e 8 dall’ultima Primavera non è una cosa che si vede tutti i giorni in Italia. Questo deve evidenziare il senso di appartenenza che hanno questi ragazzi, ed è esattamente quello che voglio vedere in campo domani.

Allo spirito di riscatto dopo Mantova si somma anche la voglia di rivalsa per il derby dello scorso anno, che aprì un periodo difficile. Purtroppo, però, domani non ci saranno i tifosi al seguito…

Sento i ragazzi quando parlano quotidianamente e menzionano spesso l’importanza dei tifosi nel nostro percorso. È un gruppo fresco, genuino, che vuole lottare anche per loro. Non averli domani è una cosa che nel calcio di oggi non mi piace e non penso sia giusta. Per un singolo episodio non è giusto penalizzare un’intera tifoseria, senza considerare quanta forza e quanto spirito diano a un gruppo. Mi dispiace moltissimo. Proprio per questo, anche per loro, dovremo essere bravi a lottare sul campo e dimostrare che facciamo qualcosa di importante anche per la nostra gente che non potrà esserci.

Bandinelli è l’ultimo arrivato: come sta e quanti minuti ha? Rientra Ceesay: Corrado lo vedi ancora titolare?

Bandinelli è un ragazzo top, venuto ad aiutarci e a portare la sua esperienza all’interno di un gruppo giovane. Insieme a Simone, Samuele e Magno fa parte di coloro che devono portare il proprio vissuto e status nello spogliatoio. Fisicamente viene da un mese di allenamenti individuali a parte, senza lavorare con la palla o con la squadra, quindi ha assoluto bisogno di lavorare. Però, tra l’esperienza, l’entusiasmo e la voglia che ha, sono convinto che se ci sarà bisogno di uno spezzone di partita ce lo garantirà alla grande, per la persona che è.

Su Corrado e Cissé ho le idee chiarissime. Sono giocatori duttili e questo mi fa molto piacere. Il rientro di Cissé è fondamentale: se Cissé esprime quello che penso, in questo campionato è un giocatore dalle grandissime qualità che può dare tantissimo a questa squadra. Sarà un elemento importante per noi. Ho proprio la necessità di dargli fiducia e quella continuità che lo scorso anno, come ad altri ragazzi, è un po’ mancata.

Rispetto all’anno scorso la squadra sembra avere molti più leader, sia dentro che fuori dal campo (Romagnoli, Bandinelli, ecc.). È cambiato qualcosa a livello di spogliatoio?

È un altro gruppo a 360 gradi. L’anno scorso furono cambiati 24 elementi totali, molti dei quali arrivati alla fine del mercato, e non era facile innescare subito le giuste caratteristiche. All’interno di questo gruppo c’è tanto altruismo, c’è tanto piacere, c’è tanto “noi”. Uno dei nostri punti di forza è il legame profondo tra questi ragazzi: sono un gruppo di amici, ed è piacevole vedere che si fa la corsa in più per il compagno in difficoltà, con la consapevolezza reciproca che il compagno la farà per te quando sarai tu ad averne bisogno. Questa unione e amicizia sono determinanti in questi campionati. Poi va messa la qualità, il coraggio e tutto il resto, ma questo è un gruppo di ragazzi eccezionali, guidato da elementi che fin dall’inizio sono stati dei veri top player sotto l’aspetto morale.

A mercato finito, la conferma di Shpendi è un valore aggiunto. Con l’arrivo di Bandinelli e la struttura attuale della rosa, potremo vedere in futuro (o magari già domani) la coppia d’attacco Shpendi-Popovic insieme?

Sì, assolutamente sì. Per me sono due giocatori bravi, che hanno la possibilità di fare un grande campionato. Dobbiamo essere bravi a trovare gli equilibri e gli incastri giusti per far sì che la squadra riesca a giocare bene sia la fase di possesso che quella di non possesso, adattandoci alle caratteristiche della partita che andiamo ad affrontare. Può darsi che giochino insieme anche domani. Naturalmente tutto il contesto deve essere in uno stato di perfetto equilibrio, sia quando abbiamo la palla, sia quando non ce l’abbiamo. Ma la risposta è assolutamente sì.