Guido Pagliuca, foto Empoli Channel


Guido Pagliuca è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Pisa, valida per i 32° di Coppa Italia.

LA PROBABILE FORMAZIONE DELL’EMPOLI

Come arriva la squadra a questo appuntamento? E c’è qualcuno che in questo momento è più indietro rispetto agli altri?

La squadra arriva dopo 35 giorni di ritiro molto intensi, caratterizzati da un grande atteggiamento da parte di tutti i ragazzi. Sono contentissimo del lavoro fatto fino a oggi. Abbiamo svolto tantissimi doppi allenamenti e lavorato davvero bene, anche grazie all’apporto di tutto lo staff: da quello sanitario ai preparatori atletici, passando per lo staff di campo e per tutte le persone che lavorano intorno all’Empoli.

Questi 35 giorni sono stati impegnativi, soprattutto per il numero di doppie sedute che abbiamo fatto, ma sono volati e sono convinto che ogni giocatore abbia raccolto tanto, sia dal punto di vista della mentalità sia per quanto riguarda il lavoro sul campo. Questo è possibile perché abbiamo un gruppo di ragazzi che dà tutto e che si sta comportando davvero bene.

Per quanto riguarda chi è un po’ più indietro, ci sono i ragazzi arrivati per ultimi, come Cauz e Zedadka. Cauz sarà in panchina, mentre Zedadka molto probabilmente non ci sarà. Poi ci sono alcuni giocatori che durante il ritiro hanno lavorato un po’ meno per problemi precedenti, come Steven e Popov. Sono rientrati soltanto questa settimana e dobbiamo gestirli nel modo più adeguato, anche considerando che tra pochi giorni avremo un’altra partita.

Il Pisa è una squadra importante, con tanti giocatori confermati e un nuovo allenatore. Che partita ti aspetti?

Il Pisa è una squadra importante, mentre noi siamo una squadra che deve ancora crescere e che deve farlo anche attraverso partite di questo tipo. Una cosa che mi rende particolarmente orgoglioso è sapere che domani, e probabilmente anche in diverse partite della stagione, potremo avere sei o sette giocatori provenienti dal settore giovanile.

Non deve però essere qualcosa di scontato. I ragazzi devono riconoscere il percorso che li ha portati fino alla prima squadra: dietro c’è un settore giovanile che lavora, c’è una società che programma e investe per permettere ai giovani di arrivare a questi livelli. Questo riconoscimento devono dimostrarlo in campo, con entusiasmo, carattere, voglia di indossare una maglia così importante e senso di appartenenza.

Questo senso di appartenenza deve diventare contagioso all’interno della squadra. Ho trovato tanti ragazzi eccezionali e, soprattutto, persone come Luca Magnino e Simone Romagnoli, che hanno uno spessore umano altissimo. Sono fondamentali per aiutare i più giovani nel loro percorso, indipendentemente dal fatto che giochino 38 partite oppure una sola. Mettono sempre il noi davanti all’individualità e questo, all’interno di uno spogliatoio, è qualcosa di molto bello e importante.

Romagnoli può essere già un punto di riferimento oppure è ancora un po’ indietro?

Simone è determinante all’interno del gruppo, sia in campo sia fuori. È arrivato da poco e si è allenato tantissimo, quindi domani non partirà dall’inizio, ma sarà comunque una figura fondamentale per noi a 360 gradi.

Detto questo, penso che siamo a un buon punto. Ogni partita, soprattutto quelle ufficiali, deve essere affrontata con leggerezza e serenità, ma senza dimenticare l’essenza del calcio: vincere un duello, un contrasto, fare una giocata. Servono semplicità, carattere e determinazione. Se domani dovesse mancare questo atteggiamento, potremmo andare incontro a grosse difficoltà.

Al di là del risultato, cosa vorresti vedere domani dall’Empoli rispetto ai principi sui quali avete lavorato in queste settimane?

Sicuramente il coraggio. È un aspetto caratteriale fondamentale, così come il carattere e la capacità di ragionare insieme. Dobbiamo essere una squadra, ragionare collettivamente e proteggerci nei momenti di difficoltà, che ci saranno domani come in qualsiasi altra partita.

Voglio vedere un atteggiamento di squadra e non individuale. Questo è uno degli aspetti sui quali abbiamo lavorato maggiormente.

Il Pisa sulla carta parte con qualcosa in più e probabilmente avrà una partenza forte. Quanto sarà importante avere pazienza e lavorare bene senza palla?

Penso che sarà importante tutto l’insieme. Alla base deve esserci la resilienza che la squadra saprà mostrare nei momenti in cui sarà necessario compattarci, mantenere le distanze e conservare le connessioni tra i reparti.

Dobbiamo essere connessi non soltanto quando abbiamo il pallone, ma anche quando non lo abbiamo. La mobilità del Pisa e la velocità della circolazione possono costringerci a modificare alcune posizioni: chi è dietro deve riuscire a connettersi con chi è sulla prima linea di pressione e adattarsi.

Sono letture sulle quali abbiamo lavorato, ma poi esiste sempre l’imprevisto. In quel momento il giocatore deve essere sereno e trovare la risposta nel minor tempo possibile, facendo la scelta più giusta.”

I nuovi arrivi sono Zedaska e Cauz. Che caratteristiche hanno e dove li immagini principalmente nel tuo sistema?

Zedadka è sicuramente un esterno, che può giocare sia da quinto sia da quarto. Cauz, invece, è un terzo di sinistra, è mancino e può fare anche il centrale in una difesa a quattro. Quando sta bene può ricoprire anche il ruolo di quinto, quindi è un giocatore utile sotto diversi aspetti.

Abbiamo puntato anche sulla risorsa umana, non soltanto sulle caratteristiche tecniche. Sono due ragazzi che hanno già avuto esperienze in Serie B e che possono darci qualcosa in termini di partite giocate ad alto livello. In questo momento, infatti, ci manca un po’ di esperienza rispetto alle altre squadre del campionato.

I giovani sono pronti per affrontare una partita così importante?

Dire “pronti” è una parola che racchiude tante cose. Io vorrei vedere il coraggio di questi ragazzi, anche se sono giovani, di giocare e di avere carattere durante le varie fasi della partita. Ma anche il coraggio di essere leggeri, di sorridere. Per giocare bene e avere facilità di gioco bisogna essere leggeri e divertirsi in campo.

È proprio in una partita ufficiale che si vede il carattere di un giocatore e, forse, anche l’ambizione di un giovane che si confronta con calciatori di alto livello come quelli del Pisa. Devono cercare di vincere i duelli, mettere in difficoltà l’avversario e proporre quello che abbiamo fatto durante questi 35 giorni, senza farsi condizionare dal fatto che sia una gara ufficiale.

Anzi, è proprio in queste partite che un giovane deve dimostrare il proprio valore se vuole attirare l’attenzione. Questo aspetto caratteriale dipende da noi, dal singolo giocatore e dalla sua ambizione di migliorarsi continuamente.