Intensità, possesso palla e ricerca continua degli spazi. Sono questi alcuni degli elementi che hanno caratterizzato l’allenamento dell’Empoli di Guido Pagliuca.
Una seduta svolta interamente con il pallone tra i piedi, attraverso esercitazioni in campo ridotto e diviso in settori, pensate per stimolare velocità di pensiero, qualità tecnica e capacità di muoversi negli spazi.

Come sempre, a guidare il lavoro c’è la voce di Pagliuca. Il tecnico di Cecina segue da vicino ogni esercitazione e interviene costantemente per correggere i movimenti dei suoi giocatori, chiedendo attenzione e intensità in ogni fase. Un lavoro particolarmente significativo anche per iniziare a comprendere quelle che potrebbero essere le idee tattiche dell’Empoli della prossima stagione.

All’interno del gruppo spicca la presenza di numerosi giovani aggregati alla prima squadra, chiamati a sfruttare questa fase del ritiro per mettersi in mostra e guadagnare la fiducia dell’allenatore. Non si sono invece ancora visti in campo Salvatore Elia e Duccio Degli Innocenti, entrambi alle prese con il recupero dai rispettivi problemi fisici.

Ha iniziato invece a prendere confidenza con i nuovi compagni Filippo Distefano (QUI LE SUE PRIME PAROLE IN AZZURRO). Il neoacquisto azzurro è apparso subito coinvolto nelle dinamiche della squadra e, nel corso delle esercitazioni, è stato provato soprattutto al fianco di Campaniello nel 3-5-2. Proprio il sistema con la difesa a tre sembra rappresentare, almeno in questa fase, la base di partenza del lavoro di Pagliuca. Le due squadre schierate durante l’allenamento hanno infatti alternato diversi interpreti, ma mantenendo come riferimento lo stesso impianto tattico.

L’importanza delle mezze ali

Particolare attenzione è stata dedicata al comportamento delle mezze ali. In più occasioni i centrocampisti si sono staccati dalla linea mediana per venire incontro al pallone, offrire una soluzione al portatore e contribuire alla costruzione della manovra. Un meccanismo che richiede qualità tecnica, capacità di lettura e anche una certa libertà nell’interpretazione del ruolo. In questo senso, potrebbe assumere un peso importante la presenza di giocatori come Saporiti, dotati di estro, imprevedibilità e visione di gioco, caratteristiche utili per dare maggiore velocità e imprevedibilità alla fase offensiva.

Tra i tanti giovani presenti sul campo, si è fatto notare anche Edoardo Biondini. Il classe 2008, reduce da una stagione di assoluto livello culminata con la conquista del titolo italiano e del campionato europeo Under 17, ha lasciato il segno con una splendida conclusione dalla distanza terminata sotto l’incrocio dei pali.

L’allenamento si è concluso con una esercitazione di palle inattive, concentrata esclusivamente sui calci d’angolo.