La stagione si gioca in novanta minuti.

Domani, al Carlo Castellani, l’Empoli affronta l’Avellino in una sfida che vale tantissimo nella corsa salvezza.

Alla vigilia, il tecnico Fabio Caserta non si nasconde e mette subito al centro il peso della gara.

La partita decisiva

Il punto di partenza è chiaro:“Dobbiamo arrivare mentalmente pronti alla partita dell’anno. Questa è davvero decisiva. Arriviamo consapevoli del tipo di partita e della squadra che affronteremo”.

Una sfida da preparare prima di tutto nella testa, perché la pressione è inevitabile.

Avversario in crescita

L’Avellino arriva a Empoli con ambizioni e fiducia:

“È cambiato rispetto a prima, è molto più quadrato. Il campionato dice che possono arrivare a fare i playoff”.

Ma il focus deve restare sugli azzurri: “A noi interessa quello che dobbiamo fare in campo: fare il massimo e tornare alla vittoria”.

Condizione della squadra

Sul piano fisico, la situazione non è perfetta: “Solo Ebuehi è fuori. Gli altri non stanno al cento per cento”.

Le scelte saranno quindi orientate all’equilibrio: “Domani qualcuno non sarà al top, ma metterò in campo la squadra che mi dà più garanzie”.

Un riferimento anche alla gara di Venezia: “Lì avevo l’esigenza di fermare loro. Domani sarà diverso”.

Testa e atteggiamento

Il nodo centrale resta l’approccio mentale:

“Non voglio pensare negativamente. Non possiamo partire pensando che le cose debbano andare male. È importante prepararla bene”.

E ancora: “Non è una partita come le altre”.

Il peso della responsabilità

Caserta si sofferma anche sul ruolo di allenatore in momenti così delicati: “Ho vissuto queste situazioni da calciatore e da allenatore. Ma sono due cose diverse. Da calciatore ti sfoghi in campo, da allenatore devi pensare per tutti i ragazzi”.

Il rapporto con l’ambiente

Nonostante la classifica, il tecnico vede segnali positivi: “Con questa classifica è normale che ci sia preoccupazione, ma vedo tifosi che ci credono. Non ho percepito negatività. In città ci dimostrano vicinanza. Dobbiamo essere tutti positivi, ed è paradossale”.

E gli striscioni apparsi in città sono un segnale importante: “Mi riferivo proprio a questo quando parlavo di gente positiva. Abbiamo bisogno di loro”.

Consapevolezza e fiducia

La squadra è consapevole del momento: “Sono ragazzi intelligenti, percepiscono il pericolo. Ne parliamo spesso. Non dobbiamo andare in campo con la paura”.

E sull’avversario:

“Loro proveranno a fare i playoff, ma noi dobbiamo pensare a crederci in tutti i modi”.

Un impegno per la salvezza

Infine, uno sguardo all’obiettivo: “Ho pensato a un fioretto e spero di farlo, se raggiungeremo l’obiettivo”.

E una chiusura che richiama identità e storia:

“Sappiamo la storia, la so io e la sanno i giocatori. Faremo di tutto per ottenere questa salvezza”.

Domani non è solo una partita.

È davvero la partita dell’anno.