Serata di emozioni, memoria e appartenenza allo stadio Carlo Castellani per la diciannovesima edizione del Premio “Emiliano Del Rosso”, uno degli appuntamenti più sentiti dal popolo azzurro.

Un riconoscimento che, anno dopo anno, continua a rinnovare il legame tra squadra e tifoseria nel ricordo di Emiliano, storico tifoso empolese scomparso nel dicembre 2004, simbolo di attaccamento, passione e dedizione ai colori azzurri.

A vincere l’edizione 2026 è stato Andrea Fulignati, il più votato dai tifosi nella serata di domenica durante la sfida contro la Virtus Entella.

Un successo dal significato speciale: portiere affidabile, protagonista della stagione e, soprattutto, montelupino doc, cresciuto con questi colori e con un passato anche in Maratona da tifoso.

Alle sue spalle si sono classificati Stiven Shpendi e Salvatore Elia, completando un podio che rappresenta bene lo spirito del premio: impegno, sacrificio e senso di appartenenza.

La votazione, come da tradizione in questi ultimi anni, è avvenuta direttamente allo stadio, con le schede distribuite ai tifosi presenti. Un momento partecipato e identitario, che rende questo premio unico nel suo genere: non una giuria tecnica, ma il cuore della Maratona a scegliere chi meglio ha incarnato i valori della maglia azzurra.

La cerimonia, andata in scena nella Sala Hospitality del Castellani, ha visto una grande partecipazione di pubblico e istituzioni. Presenti, come sempre, i familiari di Emiliano Del Rosso: il padre Claudio, la madre Sandra, il fratello Guicciardo, il figlio Leonardo e il nipote Edoardo. Una presenza che dà continuità e significato profondo a un premio che non è solo sport, ma memoria viva della comunità empolese.

Tra gli ospiti anche diversi volti del passato azzurro, come Francesco Pratali e Mario Cassano, giocatori azzurri all’epoca della tragica scomparsa, oltre a Ciccio Caputo, presente in una veste diversa, quella di padre di un bambino coinvolto nel progetto Scuola del Tifo.

Un segno di come il filo tra generazioni continui a intrecciarsi proprio attorno ai valori che questo premio rappresenta.

Non sono mancate le istituzioni, con il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi, l’assessora allo sport Laura Mannucci e il sindaco di Montespertoli Alessio Mugnaini, a testimoniare l’importanza dell’evento per tutto il territorio.

Presenti anche i rappresentanti del tifo organizzato e dell’Unione Clubs Azzurri, con il lavoro costante portato avanti negli anni da Athos Bagnoli e da tutto il movimento.

Nel corso della serata è stato assegnato anche il Premio Fair Play, andato al gruppo ultras dei Desperados, riconosciuto per il sostegno continuo e per aver incarnato quei valori di rispetto e lealtà che sono parte integrante della cultura sportiva empolese. Spazio anche ai più giovani, con alcune classi della Scuola del Tifo premiate per i loro lavori.

Un collegamento naturale tra mattina e sera, tra educazione sportiva e passione, nel segno di uno slogan che negli anni è diventato identità: “tifare per e non contro”. Un progetto che accompagna da tempo le nuove generazioni e che rappresenta una delle eredità più importanti legate al Premio Del Rosso. Plauso anche da Simone Cardullo, presidente Coni Toscana, e nel finale si è registrata anche la presenza del governatore della Toscana Eugenio Giani.

Quella andata in scena al Castellani è stata dunque molto più di una semplice premiazione. È stata, ancora una volta, una serata di comunità, di ricordi e di valori condivisi.

Perché il Premio “Emiliano Del Rosso” continua a essere questo: un ponte tra passato e presente, tra campo e tribuna, tra chi quella maglia la indossa e chi la vive ogni giorno sugli spalti.