Giornata di vigilia in casa azzurra. Dopo una settimana intensa, segnata dal rientro amaro da Padova e dal ritiro anticipato, mister Fabio Caserta ha incontrato la stampa per presentare quella che definisce senza mezzi termini una “finale”. Il tecnico ha voluto tracciare la rotta, puntando tutto sulla solidità mentale e sulla necessità di trasformare la pressione in energia positiva.

Il clima post-Padova, il confronto con i tifosi e il ritiro

Il primo tema affrontato riguarda il clima pesante dopo l’ultima sconfitta e il faccia a faccia con la tifoseria al ritorno dalla trasferta veneta.

“Sapevamo che nessuno è contento della situazione di come stiamo e di quello che stiamo facendo. Abbiamo avuto un confronto coi tifosi molto civile, duro ma molto civile; hanno dimostrato ancora una volta quanto tengono alla squadra e dobbiamo ripartire da lì”.

“Oggi avrei preferito non parlare perché adesso bisogna mettere da parte le chiacchiere; conta quello che dobbiamo fare e le parole contano poco. Ci siamo concentrati su una settimana di lavoro tanto fisico quanto mentale, perché oggi quello che conta più di tutto è l’aspetto mentale”.

La condizione di Elia e l’avversario: che Entella aspettarsi?

Sulla disponibilità dei singoli, in particolare Elia, e sulle insidie ​​che porterà la Virtus Entella al Castellani.

“Elia ha lavorato tutta settimana con la squadra, sta meglio rispetto a una settimana fa ma bisogna valutare la tenuta: sicuramente per 90 minuti non sarà disponibile, valuterò se farlo giocare all’inizio oa partita in corso”. “L’Entella è una squadra per cui, come per noi, sarà una partita importantissima. Noi dobbiamo concentrarci su noi stessi: servirà tanta intensità e un giro palla veloce perché loro si difendono bene e ripartono bene. Dobbiamo alzare il ritmo della gara”.

Tattica e fase difensiva: la scelta del modulo

Nonostante i molti esperimenti nelle ultime settimane, Caserta chiarisce la sua posizione sull’assetto tattico, specialmente nel reparto arretrato.

“Cambiamo sistemi di gioco per sfruttare le caratteristiche dei calciatori, ma non penso sia un problema di natura tattica. L’unica cosa che non ho cambiato da quando sono arrivato è la difesa a quattro: analizzando i gol subiti, spesso si tratta di errori di lettura individuale o di atteggiamento sbagliato su palla inattiva, non di sistema di gioco. Non dobbiamo cercarci alibi dietro al modulo”.

Il senso del ritiro e la gestione della “paura”

Un focus particolare è stato dedicato agli ultimi tre giorni passati in ritiro, una misura insolita per l’ambiente empolese, e alla gestione psicologica del match.

“Il ritiro non è punitivo. Se lo vivi così lo vivi male. Noi lo abbiamo vissuto con la voglia di stare insieme per analizzare gli errori. I ragazzi non vivono un momento facile, ma non bisogna scendere in campo con la paura di prendere gol, altrimenti il ​​gol lo prendi”. “Bisogna andare in campo sereno perché se non hai serenità anche un passaggio facile diventa difficile. Ho visto una squadra predisposta e con la voglia di migliorare”.

La classificazione e il rapporto con la piazza in contestazione

Il tecnico ha analizzato come il peso delle aspettative iniziali influenzando il rendimento attuale e ha commentato la risposta della città, che ha già fatto registrare il “tutto esaurito” in Maratona.

“Se parti con l’obiettivo di vincere o fare i play-off e ti ritrovi in ​​questa posizione, nella testa dei calciatori cambia tanto rispetto a chi deve solo salvarsi. Ora dobbiamo tirarci fuori con il carattere; nessuno ci aiuta se non noi stessi”. “La contestazione dei tifosi è stata civile e fa parte del mestiere, ma dopo dieci minuti le stesse persone ci hanno detto ‘siamo con voi fino alla fine’. Adesso siamo noi a dover dare qualcosa a loro con l’atteggiamento e la voglia di vincere”.

L’appello del Presidente: un’opportunità, non un peso

Infine, Caserta ha commentato le parole del Presidente, che ha chiesto alla squadra di vivere la partita come una grande occasione di riscatto.

“Guai se non fosse così: se la vivi come un peso è inutile giocare. Non conta come ci siamo ritrovati in questa posizione o gli errori fatti, conta che abbiamo l’opportunità di tirarci fuori e dipende ancora solo da noi, non dagli altri”. “Non bisogna fare calcoli. Domani, calcisticamente parlando, è vita o morte: dobbiamo assolutamente portare a casa i tre punti in ogni modo. Questo è quello che conta”