Silvio Baldini


C’è un filo che lega Empoli alla Nazionale. È un filo fatto di memoria, identità e appartenenza. Oggi quel filo porta il nome di Silvio Baldini, chiamato a guidare l’Italia nelle amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia. Un incarico temporaneo, certo, ma dal peso simbolico enorme. E da Empoli, inevitabilmente, arriva un grande in bocca al lupo. Perché Baldini non è un allenatore qualsiasi per il popolo azzurro. È un pezzo di storia. Nei primi anni Duemila ha scritto pagine importanti sulla panchina dell’Empoli Football Club, contribuendo a consolidare l’identità di una società capace di emergere con idee, lavoro e valorizzazione dei giovani. Il suo calcio, diretto e senza compromessi, e il suo carattere autentico hanno lasciato un segno profondo. Il legame con la piazza non è mai stato banale. Baldini è sempre stato uno di quelli “veri”, capace di entrare in sintonia con l’ambiente, di parlare la stessa lingua dei tifosi. Le sue esperienze a Empoli non sono state soltanto stagioni sportive, ma momenti di costruzione di un’identità condivisa. Un rapporto fatto di rispetto, passione e anche di qualche scontro, ma sempre dentro una dimensione genuina. Oggi quel percorso lo ha portato fino alla panchina della Nazionale maggiore, dopo il lavoro con l’Under 21. Un riconoscimento importante per un allenatore che ha sempre seguito la propria strada, spesso fuori dai riflettori, ma con coerenza e idee chiare. Le sfide contro Lussemburgo e Grecia saranno test estivi, ma anche un banco di prova per una figura che rappresenta un modo diverso di vivere il calcio. E proprio per questo, da Empoli, il sostegno è ancora più forte: perché Baldini incarna valori che qui sono di casa. E allora viene spontaneo chiedersi: cosa sarebbe successo se in alcune delle recenti partite decisive della Nazionale, quelle che hanno segnato il cammino verso i Mondiali, non raggiunti, ci fosse stato lui in panchina? Domanda affascinante, forse inevitabile. Ma questa è un’altra storia. Oggi conta solo una cosa: in bocca al lupo, Silvio. Empoli è con te.