Luca Magnino


Luca Magnino, centrocampista dell’Empoli, è intervenuto ai microfoni di Radio Lady durante l’appuntamento settimanale di Incontro Azzurro. Il classe ’97 ha ripercorso gli inizi della sua carriera rispondendo anche a curiosità e aneddoti. Non sono mancate analisi e commenti sul momento attuale dell’Empoli e sul suo stato di forma.

Luca, un piacere averti qui con noi. Come stai e come ti trovi a Empoli?
“Sto bene, grazie. L’ambientamento è stato molto semplice: Empoli è una realtà ideale per qualsiasi ragazzo, perché è una dimensione familiare ma allo stesso tempo una società importante, che negli ultimi 20-30 anni ha fatto Serie A e Serie B. Tutte le persone che lavorano qui ti fanno sentire a casa, così come i compagni di squadra. Mi hanno accolto davvero benissimo e sono molto contento.”

Quanto è stata importante la vittoria contro il Pescara dopo un periodo senza successi?
“È stata fondamentale, soprattutto per il momento da cui arrivavamo. Sapevamo che non sarebbe stata una partita semplice, anche perché in questo campionato, soprattutto nelle ultime giornate, le gare sono sempre complicate. Anche con un uomo in più abbiamo dovuto soffrire, ma è normale: quando sei in certe zone di classifica nulla è facile. Questa vittoria ci ha permesso di lavorare con più serenità ed entusiasmo.”

Questa vittoria dà valore anche ai pareggi precedenti?
“Sì, assolutamente. La Serie B è così: a volte un punto sembra poco, ma poi acquista valore se lo segui con una vittoria. Anche quei pareggi, magari in partite dove potevamo fare di più, diventano punti importanti. Dobbiamo continuare su questa strada.”

Ti senti uno specialista della categoria?
“Con gli anni penso di conoscerla abbastanza bene. Mi è capitato di vivere situazioni simili, in zone di classifica in bilico. In Serie B è sempre rischioso, perché puoi rilassarti senza accorgerti di quanto sia importante la salvezza. Però vedo nei ragazzi grande concentrazione e voglia di fare bene, ed è questo il punto di partenza.”

Qual è il tuo ruolo ideale?
“La mia posizione naturale è quella di mezzala, soprattutto a destra, ma ho giocato un po’ ovunque a centrocampo. L’anno scorso ho fatto anche il braccetto, il quinto, il terzino. Però sì, mezzala destra è il mio ruolo.”

Quali sono le tue caratteristiche principali?
“Sono una mezzala di contenimento, abbastanza fisica. Punto molto sulla corsa, sui contrasti, sui duelli. Cerco di mettere queste qualità a disposizione della squadra.”

Ti senti uno dei leader del gruppo?
“Sono arrivato da poco, quindi non è scontato. Però i compagni mi hanno riconosciuto questa responsabilità e questo mi ha aiutato. Cerco di mettere a disposizione la mia esperienza e la mia personalità, soprattutto in un momento non semplice. Provo sempre a essere positivo e propositivo.”

Ti senti in un buon momento di forma?
“Sì, assolutamente. La scelta di venire qui a gennaio è stata anche per questo. Stavo bene ma avevo meno spazio, mentre qui ho trovato fiducia da parte della società e degli allenatori. Giocare con continuità aiuta tanto anche a livello fisico.”

Com’è stato l’impatto con il nuovo allenatore?
“Il cambio allenatore è sempre un momento difficile, perché paga il mister ma è un fallimento un po’ di tutti. Dionisi lo devo ringraziare perché mi ha voluto qui. Caserta è entrato nel modo giusto: ci ha dato una mano soprattutto dal punto di vista caratteriale, portando entusiasmo e grinta a una squadra che già dava tutto ma non raccoglieva risultati.”

Quel gesto di andare a dare il cinque ai compagni prima del secondo tempo contro il Pescara?
“È stato spontaneo. Avevamo fatto un ottimo primo tempo ma avevamo preso gol nel finale, quindi potevano nascere pensieri negativi. Ho cercato di trasmettere tranquillità e caricare i compagni, perché sapevamo quanto fosse importante la partita.”

Giocare con un uomo in più cambia davvero tanto?
“A volte meno di quanto si pensi. Chi è in inferiorità dà qualcosa in più, alza l’attenzione. Ormai il calcio è molto equilibrato, quindi non è scontato vincere anche con un uomo in più.”

Il calcio oggi è troppo tattico?
“Forse sì. Si sta un po’ perdendo la giocata individuale, il talento. All’estero si vede più spettacolo, mentre in Italia c’è più equilibrio e attenzione tattica.”

Com’è nata la tua carriera?
“Ho iniziato giocando sia a calcio che a basket. Poi ho scelto il calcio entrando nella squadra della mia città. A dieci anni sono andato all’Udinese e ho fatto tutta la trafila. È stata un’esperienza importantissima, con strutture di alto livello, però non è semplice arrivare in prima squadra perché puntano molto anche su giocatori dall’estero.”

Quanto è stato importante il passaggio in Serie C?
“Fondamentale. È il salto più difficile: dalle giovanili al professionismo si perdono tanti ragazzi, anche talentuosi. Lì conta tanto la testa. Con la Casertana ho vissuto mesi intensi che mi hanno formato tanto.”

La tua esperienza a Pordenone?
“È stata incredibile. Ho esordito in Serie B in un ambiente carichissimo. Giocare nella squadra della tua città è bellissimo ma anche impegnativo, perché hai gli occhi di tutti addosso. Però è stata una tappa fondamentale.”

Sei laureato: come hai gestito studio e calcio?
“Non è stato semplice. All’inizio ero a Udine e riuscivo a seguire, poi con i trasferimenti ho dovuto fermarmi. Grazie all’università online ho ripreso e ho concluso la triennale in economia aziendale. Serve organizzazione, ma il tempo si trova.”

Hai hobby particolari?
“Ultimamente mi sto appassionando al collezionismo di maglie da calcio. Ho anche l’album Panini della Serie B e volevo assolutamente finirlo. A casa ho uno spazio dedicato dove tengo le maglie.”

Qual è la maglia più preziosa che hai?
“Una maglia della Roma di Candela, anni ’90. Poi ne ho altre importanti come quelle di Meret e Vicario.”

La maglia a cui tieni di più?
“Quella del Modena con cui abbiamo vinto il campionato di Serie C, ha un grande valore affettivo.”

Il tuo film preferito?
“Direi Blood Diamond. È uno dei primi che mi viene in mente.”

Che musica ascolti prima delle partite?
““Hall of Fame” degli Script, è un pezzo che mi carica molto e che ascolto sempre.”

Che partita ti aspetti contro la Sampdoria?
“Sarà una gara difficile ed equilibrata. Loro, come noi, lottano per un obiettivo importante. Ci sarà un ambiente caldo, ma noi arriviamo con entusiasmo dopo la vittoria col Pescara e vogliamo dare continuità.”