
Una carriera costruita con talento e fantasia, ma anche con uno spirito libero che lo ha sempre contraddistinto. Igli Vannucchi, ex capitano dell’Empoli Football Club, è tornato a parlare della sua esperienza in azzurro in una lunga intervista rilasciata a Fanpage, regalando aneddoti curiosi e ricordi legati soprattutto agli anni empolesi.
Arrivato in Toscana nei primi anni Duemila, Vannucchi è stato uno dei protagonisti dell’Empoli più brillante e offensivo, diventandone anche capitano.
Trequartista tecnico e imprevedibile, ha lasciato un segno importante nella storia recente del club, contribuendo a stagioni di grande livello anche e soprattutto in Serie A.
Nel corso dell’intervista, Vannucchi ha ricordato proprio il legame speciale con l’ambiente empolese: un contesto ideale per esprimersi, dove – come racconta – riusciva a sentirsi libero anche fuori dal campo. Emblematico l’aneddoto diventato subito virale: durante i ritiri, infatti, non era raro che uscisse a orari strani… per andare a pescare. Una passione autentica, coltivata anche nei momenti più inattesi, che racconta molto del suo carattere fuori dagli schemi. Non manca un passaggio sugli allenatori e sull’identità dell’Empoli di quegli anni, squadra capace di valorizzare talento e qualità tecnica. Vannucchi sottolinea come in azzurro si respirasse un calcio propositivo, fatto di fiducia nei giocatori e libertà di espressione: elementi che gli hanno permesso di rendere al meglio e di diventare un punto di riferimento. Oggi, lontano dai riflettori del calcio giocato, Vannucchi ha intrapreso una nuova vita professionale, con un negozio di abbigliamento a Lucca, ma il legame con Empoli resta forte.
Nei suoi racconti emerge chiaramente quanto quell’esperienza sia stata centrale nella sua carriera, non solo per i risultati ma anche per le emozioni vissute.Tra ricordi di campo, fascia da capitano e fughe notturne con la canna da pesca, con il tacito accordo di Gigi Cagno. Il ritratto che ne esce è quello di un talento autentico e di un personaggio unico: uno di quei giocatori che, a Empoli, hanno saputo lasciare davvero il segno.
L’allenatore con cui ti sei trovato meglio? “Quando ho conosciuto mister Cagni mi ha finalmente consacrato anche a Salerno nel ruolo puro del trequartista, e penso che la gente si divertisse”.
Qual è il ricordo che ti lega maggiormente a lui? “Avevamo un bel rapporto. Ricordo che quando con l’Empoli eravamo in ritiro a Vinci, c’erano delle garette di pesca in un laghetto lì vicino e parlando con il magazziniere gli dicevo di passarmi a prendere col pulmino per andare a pescare. Chiaramente poi a questa gara c’erano anche tanti tifosi, che si chiedevano cosa ci facessi lì. Era una cosa che mister Cagni sapeva, ma faceva finta di non sapere. Insomma, mi lasciava fare perché comunque sapeva che ero il capitano, si fidava”.
Ecco l’intervista a Ighli Vannucchi
https://www.fanpage.it/sport/calcio/ighli-vannucchi-oggi-vendo-abbigliamento-da-calciatore-scappavo-di-notte-dal-ritiro-per-pescare/

