Per un tempo sembrava la serata della possibile svolta.

Per un tempo l’Empoli aveva ritrovato gioco, coraggio e soprattutto gol, nei primi quindici minuti. Una rarità.

Poi, nella ripresa, tutto è cambiato ancora una volta. E alla fine dal campo del Ceravolo arriva un’altra sconfitta, l’ennesima di un girone di ritorno che continua a essere estremamente preoccupante per gli azzurri.

La partita, in realtà, era iniziata nel migliore dei modi. L’Empoli aveva approcciato la gara con personalità, trovando due reti pesantissime con Elia e Nasti, che avevano portato gli azzurri sul 2-0 all’intervallo.

Un primo tempo giocato con ordine e qualità, nel quale la squadra di Dionisi aveva dato la sensazione di poter finalmente invertire la rotta.Al rientro dagli spogliatoi, però, la partita ha preso un’altra direzione.

Il Catanzaro ha aumentato ritmo e pressione, sospinto anche da uno stadio Ceravolo che in questa stagione è diventato un vero fortino: i calabresi qui hanno perso soltanto una volta e vantano un rullino di marcia impressionante davanti al proprio pubblico.

Dentro questo contesto l’Empoli ha progressivamente perso sicurezza, mostrando ancora una volta le fragilità di una squadra che fatica a gestire i momenti di difficoltà.

Il vantaggio si è dissolto e con esso anche la possibilità di portare a casa un risultato che avrebbe potuto cambiare molto, forse tutto, nella percezione di questa fase della stagione.

Perché è vero che, alla vigilia, anche un pareggio a Catanzaro sarebbe stato considerato un risultato positivo.

Ma sul 2-0 maturato nel primo tempo si erano inevitabilmente accese aspettative diverse: la sensazione di poter conquistare tre punti che avrebbero significato tantissimo per la classifica e soprattutto per il morale di una squadra in cerca di una ripartenza.Invece, dalla possibile rinascita si è passati alla conferma di un momento estremamente difficile. Quello più buio negli ultimi dieci anni forse.Il girone di ritorno dell’Empoli racconta bene la fatica degli azzurri nel trovare continuità.

Il percorso è stato questo: sconfitta casalinga 1-0 con il Süd Tirol, sconfitta in trasferta 3-0 a Carrara, pareggio casalingo 0-0 contro il Modena, sconfitta 3-2 a Palermo in trasferta, sconfitta in casa 2-1 con la Juve Stabia, pareggio 1-1 in casa con la Reggiana, pareggio 2-2 a Frosinone, pareggio casalingo 1-1 con il Cesena, sconfitta 2-1 a Bari mercoledì scorso in inferiorità numerica e la sconfitta di oggi a Catanzaro.

Una serie di risultati che spiegano perché la classifica si sia progressivamente complicata e perché ogni partita, da qui alla fine, assuma un peso sempre maggiore.

La sensazione che resta dalla serata del Ceravolo è quella di un Empoli capace ancora di costruire momenti positivi – come il primo tempo di oggi – ma che continua a pagare caro ogni calo, ogni difficoltà, ogni fase di pressione avversaria.

Ed è forse proprio da qui che dovrà ripartire la squadra azzurra: dalla capacità di trasformare le buone fasi della partita in risultati, perché in questo momento la differenza tra speranza e realtà passa tutta da lì.

La questione è una però, adesso, solo una: qualsiasi società che si trovi a registrare un periodo con quattro punti in 10 gare, ovvero quattro pareggi e sei sconfitte in tutto il girone di ritorno, non può non pensare a dare una svolta.

La domanda principale è: mister Dionisi può risolvere questo problema? C’è la paura di un gruppo giovane? Ci sono dei limiti tecnici?L’Empoli ha già cambiato un allenatore quest’anno, se ci fosse un altro esonero sarebbe il terzo tecnico che si siede sulla panchina azzurra in questa stagione. La scelta è davvero difficile. Nessuno si sarebbe aspettato un’involuzione di questo tipo. Ma la classifica racconta questo.

Le prossimi gare vedono gli azzurri giocare sabato col Mantova in casa e poi martedì a La Spezia, quindi un altro scontro diretto col Pescara in casa.La soluzione può essere ancora trovata grazie a una vittoria subito col Mantova, non c’è altro risultato.

E da lì sperare che il trend possa davvero svoltare. In mano a Corsi e a Stefanelli la decisione e la gestione di un momento davvero complicato.