Al termine del pareggio a reti bianche contro il Modena, il tecnico azzurro Alessio Dionisi ha analizzato la prestazione dei suoi, sottolineando sia i passi avanti sul piano caratteriale che i limiti tecnici che hanno impedito di conquistare i tre punti. Una gara complessa contro una squadra “tosta” e costruita per un campionato di vertice, che ha visto l’Empoli soffrire a tratti ma anche sfiorare il colpaccio.

Luci e ombre della prestazione

Dionisi non ha nascosto un pizzico di rammarico per la gestione di alcune fasi del match. Se da un lato è soddisfatto per la tenuta difensiva, dall’altro ha criticato l’approccio iniziale e il finale di gara: “Non mi sono piaciuti i primi 15 minuti e nemmeno gli ultimi 15”. Secondo il tecnico, la squadra ha faticato a muovere la palla velocemente, finendo per fare il ruolo dei “postini” che consegnano la sfera in area troppo lentamente, facilitando la densità difensiva del Modena.

Nonostante questo, l’allenatore ha lodato la capacità dei ragazzi di restare dentro la partita anche nei momenti di sofferenza, a differenza di quanto accaduto nella precedente trasferta di Carrara. Il rammarico più grande resta il palo interno colpito da Nasti , l’occasione più nitida di una partita in cui il Modena non ha creato pericoli reali.

Scelte tattiche e singoli

Dionisi ha spiegato la scelta di schierare Ignacchiti sulla trequarti , motivata dalla necessità di dare equilibrio a una squadra che presentava due esterni molto offensivi come Joseph Cisei e Salvatore. “Volevamo giocare uno contro uno sugli esterni” , ha spiegato il mister, lodando lo spirito di sacrificio dei suoi attaccanti laterali in fase difensiva.

Un plauso particolare è andato anche ad Andrea Fulignati , non solo per la prestazione tra i pali ma per la leadership mostrata nel finale: il portiere ha spronato i compagni a cercare quel coraggio necessario per fare qualcosa in più. Dionisi ha però ammesso che alla squadra manca ancora un po’ di cattiveria negli ultimi metri: “Dobbiamo tirare di più e chiudere le azioni, anche se non abbiamo grandi specialisti del tiro”.

La crescita mentale e la sfida di Palermo

Sul fronte della crescita emotiva, Dionisi vede segnali positivi dopo il “passo falso” di Carrara. La squadra ha saputo soffrire contro un avversario dai valori fisici e tecnici importanti, dimostrando di saper gestire le difficoltà.

Ora lo sguardo è rivolto alla prossima sfida contro il Palermo , definita dal tecnico una vera e propria “corazzata” che gioca in un ambiente caldissimo. “Non dobbiamo aver paura, deve essere uno stimolo” , ha dichiarato Dionisi, ribadendo l’obiettivo del club in questo girone di ritorno: “Vogliamo essere una sorpresa, pur chiamandoci Empoli”. Per farlo, servirà valorizzare le qualità di un gruppo giovane che sta imparando a misurare la propria “temperatura” partita dopo .