Presentazione ufficiale questa mattina per Stefano Stefanelli, nuovo direttore sportivo dell’Empoli. Accanto a lui, in sala stampa, l’amministratrice delegata e vicepresidente Rebecca Corsi, che ha spiegato la scelta societaria e ringraziato i dirigenti uscenti, tracciando la linea di continuità e rinnovamento del club azzurro.


Rebecca Corsi ha parlato di una decisione maturata con senso di responsabilità e consapevolezza del percorso dell’Empoli negli ultimi anni:
«Sono scelte che fanno parte del nostro mondo. Abbiamo ritenuto di cambiare. Ringrazio Gemmi e Perna per il lavoro svolto».

Una scelta, quella di Stefanelli, che si inserisce in una visione di crescita e consolidamento: «Abbiamo individuato una figura con entusiasmo e forte motivazione, in linea con la cultura del nostro club».


Subito dopo ha preso la parola Stefanelli, che ha mostrato emozione e grande determinazione nel suo intervento inaugurale:
«Ringrazio il presidente e la proprietà tutta. È stata una chiamata un po’ inaspettata, ma sono molto contento e li ringrazio pubblicamente. Empoli è una realtà importantissima del panorama italiano: per me è una grandissima opportunità».


Reduce da alcuni mesi fuori dai campi dopo una stagione complessa, Stefanelli ha spiegato come questa nuova avventura rappresenti un nuovo punto di slancio professionale:
«Ero fermo dopo un’annata travagliata. Questa proposta mi ha reso felice e mi ha portato ad accettarla. Sono qui con grande entusiasmo: non devo fare promesse particolari, ma voglio dare tutto quello che posso. Per me è una grande occasione».


Sul mercato, il nuovo ds ha mantenuto un approccio prudente, ma non ha escluso interventi mirati:
«Qualcosina sul mercato potremmo farla. Valuteremo con calma: forse la squadra di qualcosa ha bisogno, ma dobbiamo analizzare bene. Ci sono gare da giocare e al momento siamo in fase di valutazione. Ora c’è anche da riconoscere il bel lavoro che la squadra sta facendo».


Possibili movimenti in uscita per favorire la crescita di alcuni elementi:
«Stiamo valutando con alcuni ragazzi l’ipotesi di essere ceduti per trovare più spazio. Ci potrebbero essere un paio di situazioni a breve».


All’esordio lo attende subito una partita dal forte valore emotivo, quella contro il suo ex Cesena:
«Le gare sono sempre cariche di emozioni, ma dopo sei mesi che sono stato a casa non vedo l’ora che inizi la prossima. A Empoli c’è una cultura e un’organizzazione che non molti hanno».


Nel suo racconto professionale, Stefanelli ha ricordato le tappe principali della sua carriera dirigenziale:
«Pesaro e Pistoia sono state esperienze di introduzione a questo mondo, che mi hanno permesso di forgiarmi. Il Carpi è stato un passaggio formativo, un calcio sano e concreto. Napoli e Juventus sono mondi a sé, che mi hanno aperto un network internazionale. Cesena è una piazza di tradizione, peccato non essere riusciti a raggiungere la promozione. Pisa è un grande club, con una proprietà importante».


Una crescita costruita passo dopo passo, con spirito pratico e mentalità operativa:
«Sono un giovane ambizioso e un grande lavoratore: da dirigente ho toccato il calcio dal basso. Empoli è un club di cultura e professionalità. Qui si respira calcio da mattina a sera… anche al bar», ha aggiunto sorridendo.


Sulla gestione della squadra e sulla sua presenza operativa accanto al gruppo:
«Mi sono già presentato alla squadra: la crescita c’è stata e si vede. Mi metto a disposizione di tutti. Penso di seguire le gare dalla panchina. In uscita qualcosa arriverà a breve, in entrata ci prenderemo il tempo di valutare meglio».


Infine, uno sguardo al futuro e al significato di questa sfida:
«Speriamo di poter migliorare la squadra, garantendo futuro e crescita. Empoli è una grande palestra: qui c’è cultura del lavoro e senso di appartenenza. È un motivo di grande sfida e grande stimolo per me».