In un mondo del calcio che cambia rapidamente, fatto di format televisivi, sponsor e continui rinnovamenti, c’è un pezzo di cuore empolese che rimane saldo e fedele alle sue origini: i Desperados Empoli, il gruppo ultras che da oltre quattro decenni anima la Maratona inferiore dello stadio Carlo Castellani e sostiene l’Empoli FC con passione ineguagliabile.

Nati nel 1983, i Desperados fanno parte della storia stessa del tifo organizzato azzurro. La loro nascita, subito dopo quella dei Rangers – fondati nel 1976 – segnò l’arrivo di una nuova generazione di sostenitori pronti a trasformare la curva empolese in un luogo vivo e pulsante di cori, colori e solidarietà per la squadra di casa.

Nel corso degli anni il gruppo ha saputo mantenere una identità forte e riconoscibile: non solo una bandiera nei settori popolari degli stadi, ma un collettore di valori, amicizie e relazioni tra tifoserie, come testimoniano i legami con ultras di altre piazze e il profondo spirito di appartenenza alla città di Empoli.
Sono passati 42 anni, e il cuore dei Desperados continua a battere forte. Niente e nessuno li ha fermati: né i periodi di difficoltà della squadra né le trasformazioni del mondo ultras. Il loro slogan, “Da 42 anni siamo qua, niente e nessuno ci fermerà”, non è solo uno striscione da curva, ma una dichiarazione di fedeltà a un modo di vivere il calcio che va oltre il risultato e la classifica, e trova il suo senso nella condivisione di una passione profonda e collettiva.

Il gruppo, che ha saputo resistere a lungo alla logica fugace di tante tifoserie nate e spente nel giro di pochi anni, rappresenta un punto di riferimento per la tifoseria empolese. Anche in momenti difficili, come quando hanno deciso di saltare una trasferta per aiutare le popolazioni dell’Isola d’Elba colpite dall’alluvione, dimostrando che il loro impegno va oltre i confini del tifo calcistico e arriva a toccare solidarietà e responsabilità sociale.
Il legame con la memoria di chi ha fatto la storia del tifo azzurro è altrettanto profondo: in ogni partita, tra i cori più intensi, riecheggia il nome di Emiliano Del Rosso, figura carismatica scomparsa nel 2004 e tutt’oggi ricordata con affetto e rispetto da tutto il mondo ultras empolese.