Edoardo Saporiti si sta ritagliando un ruolo sempre più centrale nell’Empoli e la vittoria per 3-0 sul campo dell’Avellino, coronata dal suo splendido gol, ne è l’ennesima conferma.

Ospite negli studi di Radio Lady, durante l’appuntamento di Incontro Azzurro, il classe 2000 ha ripercorso il momento positivo degli azzurri e il suo percorso personale: dall’infortunio di inizio stagione alla crescita sotto la guida di Dionisi, fino ai sacrifici fatti nelle categorie inferiori prima di approdare in Serie B.

Dopo la vittoria contro l’Avellino, sta cambiando il vento per l’Empoli?
Sì dai, abbiamo fatto una vittoria importante in un campo molto difficile, soprattutto perché venivamo da un periodo un po’ rallentato. Siamo riusciti a portare a casa la vittoria col Catanzaro che, in 10 contro 11, non è mai facile. E questa trasferta era molto insidiosa, contro una squadra molto preparata. Una vittoria importante per il morale e per la classifica.

Le vittorie portano leggerezza? Che clima si respira ora?
Sicuramente la vittoria porta morale e ti fa lavorare in settimana più tranquillo. Vincere aiuta a vincere. Però dobbiamo essere concentrati: ci aspetta una partita molto difficile contro una squadra importante come il Bari.

È stata la tua prima gara giocata per tutti i 90 minuti. Stai trovano sempre più continuità
La condizione sta migliorando. Quando le cose vanno bene è tutto più semplice. Io cerco di dare il massimo in settimana, allenarmi forte e mettermi a disposizione dei compagni e del mister.

Ti stai calando bene in Serie B.
All’inizio ero un po’ scettico, il cambio di categoria è sempre un’incognita. Ho avuto un problema fisico, sono rimasto indietro e ho dovuto recuperare. Il mister mi avrà visto meglio in questo periodo. Cerco di ripagare la fiducia come contro Avellino e Catanzaro, dando sempre il 100%.

Hai fatto molto più del gol: recuperi, pressing, fai salire la squadra. È frutto del lavoro?
È frutto del lavoro. Il mister ci chiede di difendere per primi, noi attaccanti dobbiamo pressare e aiutare il più possibile.

Il calcio è cambiato: oggi chi gioca tra le linee deve fare molto più che rifinire.
Ora è molto più fisico, più corsa. Le doti tecniche servono, ma contano anche difesa, corsa, intensità, grinta.

Qual è la differenza principale tra Serie C e Serie B?
La velocità di pensiero. Non hai tempo di pensare: devi già sapere dove dare la palla. Cambia tutto. È tutto questione di tempi, anche solo un millesimo ti fa guadagnare un tempo di gioco.

Quanto è stata importante per te la gavetta nelle categorie inferiori?
Tantissimo. Ai giovani consiglio di andare subito a giocare con i grandi. Cambia completamente rispetto al settore giovanile.

Raccontaci il gol che ormai sta spopolando.
Un mix di istinto e preparazione. Avevo già provato a calciare, poi sullo stop mi sono preparato un po’ prima e il tiro è venuto naturale. La palla è entrata e sono corso a esultare.

In molti lo hanno definito un gol “alla Del Piero”.
In tanti me l’hanno detto, per me è un’onore

Segnare allo scadere del primo tempo quanto ha influito sulla partita?
Mancavano pochi secondi. Ci ha dato tranquillità per la ripresa.

La squadra non ha mai dato la sensazione di soffrire davvero, nemmeno nei momenti di spinta dell’Avellino.
C’è voglia di non prendere gol da parte di tutti. Siamo uniti. Nelle ultime due partite non abbiamo subito gol, ed è molto importante.

Come ti trovi con mister Dionisi e con i compagni?
Molto bene. Mi hanno accolto benissimo dal primo giorno. Il mister, quando è arrivato, ha portato le sue idee e mi sono trovato subito a mio agio.