
Dopo il successo contro il Catanzaro, l’allenatore dell’Empoli Alessandro Dionisi siede in sala stampa con un’espressione quella della svolta. Dopo un periodo a secco di vittorie, la squadra ha ritrovato il gusto dei tre punti — e lui lo interpreta come un segnale forte.
«Questa vittoria ci dà davvero fiducia — afferma Dionisi —. È importante perché l’abbiamo costruita prima giocando con undici, poi resistendo in dieci: in entrambi i frangenti la squadra ha dimostrato qualità e coraggio».
Il tecnico tocca con mano la doppia natura del match: «Nel primo tempo abbiamo preso il controllo, sono soddisfatto della gestione complessiva. Ci è mancato soltanto l’ultimo passaggio, l’azione che rompeva gli ultimi sedici metri. Poi, dopo l’espulsione, è stato tutto un altro tipo di partita».
A questo proposito Dionisi evidenzia come la squadra abbia vissuto «tre momenti distinti»: la fase iniziale in undici, lo spogliatoio dopo l’espulsione, quando il gruppo si è guardato negli occhi e ha deciso di non mollare, e il secondo tempo, in dieci, dove la risposta è stata concreta.
«Vederli correre e combattere così — sottolinea — nonostante la giovane età del gruppo, mi ha fatto piacere».
Per Dionisi, questa affermazione ha un valore che va oltre il tabellino: «A Chiavari avevamo subito un gol immeritato. Oggi invece il lavoro che stiamo portando avanti ha avuto una ricompensa. Non è che il cammino inizi oggi, ma questo risultato rappresenta una bella spinta».
Una spinta che vale anche in ottica classifica, ma che soprattutto rafforza un gruppo che in conferenza stampa viene elogiato per impegno e qualità: «Abbiamo mostrato tanta voglia di vincere. Anche chi è entrato come Pellegri o Ilie ha fatto bene. Loro sono una squadra che punta in alto, hanno esperienza: noi invece dobbiamo migliorare, e lo faremo lavorando duro».
Sul piano tattico Dionisi spiega una scelta partita: «Per alcune defezioni abbiamo cambiato modulo, e qui da cinque partite cerco sempre di conoscere meglio i ragazzi, di collocarli nei ruoli dove credo possano esprimersi meglio».
E aggiunge: «Oggi arrivavamo spesso prima sulla palla, non è sempre accaduto nelle ultime gare. E poi abbiamo osato giocare più avanti: non siamo rimasti sistematicamente dietro, affidandoci al nostro portiere Fulignati — che è un grande e ci dà sicurezza — ma i palloni li abbiamo gestiti in avanti, in modo propositivo. È la direzione che voglio».
Su alcuni singoli Dionisi spende parole importanti: «Shpendi era il secondo rigorista, senza Popov era giusto che tirasse lui, ha mostrato coraggio e freddezza. Degli Innocenti mi è piaciuto molto: nelle gare precedenti servivano per recuperare forma, oggi ha dato risposte importanti. È stato un po’ fuori per scelta, ma da quando sono arrivato è sicuramente più coinvolto».
Chiude con lo sguardo già rivolto alla prossima gara: «La porta inviolata? Deriva da coraggio, da personalità, dal fatto di avere fiducia in ciò che stiamo facendo. Abbiamo talento, adesso dobbiamo alimentarlo e toglierci delle soddisfazioni».

