La conferenza stampa convocata dall’Empoli nella sala Antonio Bassi della Computer Gross Arena ha rappresentato uno dei passaggi più importanti del percorso verso il nuovo stadio Carlo Castellani.

Davanti ai giornalisti, l’Amministratore Delegato e vicepresidente Rebecca Corsi, il Senior Advisor Luca Lotti e il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi hanno tracciato un quadro completo dell’iter compiuto fino ad oggi e delle fasi che attendono il progetto nei prossimi mesi.

Un incontro atteso, utile a fare chiarezza su diversi punti a pochi giorni dalla visita del ministro dello sport Andrea Abodi al centro sportivo di Monteboro: l’evoluzione del project financing presentato nell’estate 2024, le modifiche introdotte durante la Conferenza dei Servizi, il ruolo delle aree “in-kind”, la questione del Sussidiario, gli aspetti economici e, soprattutto, i passaggi chiave legati alle valutazioni ambientali che ora entrano nel vivo.

Rebecca Corsi: “Abbiamo continuato con determinazione. Ora siamo pronti a consegnare tutto”.

A prendere la parola per prima è stata Rebecca Corsi, che ha voluto chiarire immediatamente il metodo seguito dalla società: «Abbiamo continuato in questi mesi con determinazione, senza mai interrompere il lavoro. È stato un percorso complesso ma estremamente serio, impostato fin dal principio con grande attenzione insieme al Comune e alla città. Siamo pronti a presentare tutte le documentazioni: in queste settimane i tecnici dell’Empoli sono stati sul campo per misurazioni, rilievi, verifiche necessarie. È un lavoro che porteremo fino in fondo con impegno e responsabilità».

L’ad ha ricordato come il primo snodo fondamentale sia stato l’incontro con il ministro Andrea Abodi, che aveva riconosciuto l’impostazione metodica del progetto e la coerenza con il Decreto Stadi. Da lì era iniziato un percorso scandito da riunioni, studi, confronti con i cittadini e approfondimenti tecnici.

«Il nostro obiettivo rimane chiaro: uno stadio moderno, sostenibile e capace di vivere sette giorni su sette, non soltanto nel giorno della partita. Lo stadio deve diventare un punto di riferimento della città. Questo progetto non nasce per sostituire una struttura, ma per creare un luogo di comunità».

Un anno e mezzo di lavoro: assemblee, osservazioni, modificheIl sindaco Alessio Mantellassi ha ripercorso con precisione i passaggi amministrativi che hanno portato alla dichiarazione di pubblica utilità approvata a inizio 2025.

Il percorso è iniziato formalmente nel luglio 2024, quando l’Empoli FC ha presentato il project financing. Pochi giorni dopo si è svolta l’assemblea pubblica all’AVIS di Serravalle, seguita dal vero e proprio percorso partecipativo, che ha generato decine di contributi e osservazioni da parte dei cittadini.

«Abbiamo ascoltato gli empolesi, anche nei momenti più difficili — ha detto Mantellassi — perché ci sono state settimane di grande emotività, dovute anche ai risultati sportivi della squadra. Ma il percorso partecipativo ha funzionato: la città ha dato indicazioni utili, molti spunti sono stati accolti e inseriti nella delibera. Alcune modifiche importanti sono nate proprio da quelle discussioni».

Tra gli esempi ricordati dal sindaco: una revisione complessiva della parte commerciale del progetto; modifiche alla viabilità, con particolare riferimento a Viale delle Olimpiadi; chiarimenti sugli accessi e sull’impatto nei giorni di partita; una riconsiderazione del ruolo del Sussidiario; l’inserimento di consulenze esterne (professor Orso, dottor Bresci) per verificare consistenza e congruità del piano.

«Nel gennaio 2025 — ha ricordato ancora Mantellassi — la delibera ha accolto modifiche sostanziali e ci ha permesso di arrivare alla dichiarazione di pubblica utilità. È un punto fondamentale, perché nella storia delle discussioni sullo stadio di Empoli non era mai stato raggiunto. Ma non è il punto finale: adesso entrano in gioco i passaggi tecnici più complessi».

Riduzione dei negozi e nuova destinazione del Sussidiario: cosa cambia

Una delle trasformazioni più significative riguarda la parte commerciale. Il progetto iniziale prevedeva 23 esercizi; dopo il percorso partecipativo e la revisione richiesta dal Comune, gli esercizi diventano 8, per un totale di circa 3.000 metri quadrati invece dei 6.000 del primo piano.

Il Sussidiario, struttura di 12.000 mq inizialmente prevista per ospitare un albergo, cambia completamente funzione: diventerà un’area a verde, destinata anche al mercato cittadino. Questo cambiamento ha richiesto una compensazione urbanistica ed economica. Per questo motivo il Comune ha messo a disposizione tre aree — le cosiddette “in-kind” — che, una volta cambiata destinazione urbanistica, bilanciano la mancata valorizzazione del Sussidiario:

1. Area dietro l’AVIS di Serravalle → potenziale destinazione turistico-ricettiva (qui potrà essere collocato l’albergo).

2. Area all’uscita dello svincolo Empoli Centro → destinazione commerciale, struttura di media dimensione.

3. Ex Scuola di Pontorme → destinazione socio-sanitaria, possibile RSA. La ex scuola di Pontorme è già inserita nel piano delle alienazioni comunali con una valutazione attuale di circa 1 milione di euro.

Le altre due aree avranno un valore definito solo dopo gli atti urbanistici richiesti.

Lotti: “Si entra nella fase più dura: i cantieri. Ma siamo pronti”

Il Senior Advisor Luca Lotti ha posto l’attenzione sui passaggi che attendono il progetto da qui alla gara: «Siamo pronti a presentare tutta la documentazione. In queste settimane i tecnici hanno completato molte analisi, c’è ancora tempo per entrare nella fase più delicata: i cantieri. Adesso ci sono le valutazioni VIA e VAS.

La parte più difficile non è quella fatta finora ma quella che ci aspetta. Dovremo gestire i disagi, gli spostamenti dei tifosi, i ritmi delle opere. Lo faremo con lo spirito dell’Empoli: umiltà e capacità di ascolto»

.Lotti ha ricordato anche la posizione del soggetto proponente: «Come previsto dal project financing, abbiamo una forma di prelazione nella gara. La norma sugli stadi potrà chiarire ulteriori aspetti, ma la linea è già tracciata. I tempi? È possibile che i 36 mesi di cui si parla possano ridursi in base al quadro dei cantieri. O al contrario possano aumentare. Quello che va chiarito che questo progetto a prese le mosse nell’estate 2024 e i tempi sono questi. Non ne usciamo. Vero che se ne parla da dieci anni, ma questa procedura è iniziata da un anno e mezzo neanche. La gara al momento è prevista. Ma se la legge stadi cambierà potrebbe essere anche evitata e risparmieremmo un mese mezzo di tempo almeno. Siamo pronti a partecipare come soggetto proponente sapendo che abbiamo diritto di prelazione secondo la normativa».

Aspetti economici: 56 milioni, diritto di superficie per 73 anni e canone

Il progetto conferma il valore complessivo di 56 milioni di euro.L’immobile sarà di proprietà pubblica, mentre alla SPV del proponente sarà ceduto un diritto di superficie di 73 anni. La società ha presentato richiesta per un contributo pubblico da 15 milioni nell’ambito del Decreto Sport, richiesta che spetta ora al Governo valutare.

Il sindaco ha chiarito alcuni punti:il Comune non prevede interventi diretti di cassa nel PEF;l e aree cedute (in-kind) compensano le modifiche urbanistiche; sarà previsto un canone annuo a favore del Comune, da definire in sede di gara e convenzione; l’unico valore certificato oggi è quello della scuola di Pontorme (1 milione), mentre gli altri saranno stabiliti dopo le varianti urbanistiche.

Opere pubbliche: rotatorie, parcheggi, Palaramini, ponticino sull’Orme

Il progetto comprende opere infrastrutturali per circa 3 milioni di euro: nuova rotatoria di Viale delle Olimpiadi; rotatoria davanti alle scuole Vanghetti; riammodernamento del Palaramini; sistemazione del parcheggio Serravalle; manutenzione e messa in sicurezza del ponticino sull’Orme

Si tratta di interventi richiesti dal Comune per assicurare una migliore organizzazione del traffico e la piena fruibilità dei nuovi spazi.

VIA, VAS e tempi: “Se tutto torna, entro l’anno passaggi decisivi”

Ora il progetto entra nella fase più tecnica:VIA valutazione impatto ambientale→ necessaria per il parcheggio Serravalle (competenza Unione dei Comuni).

Valutazione Ambientale Strategica → necessaria per le tre aree e l’intero progetto (competenza Città Metropolitana).

Se il progetto non sarà assoggettato a ulteriori valutazioni, significherà che l’impatto è considerato sotto controllo.

In quel caso, entro poche settimane potrà essere convocata la Conferenza dei Servizi decisoria, l’ultimo passaggio prima della gara.

Mantellassi ha dichiarato:«Se VIA e VAS non richiederanno ulteriori approfondimenti, potremo chiudere questi passaggi entro l’anno. Noi ci auguriamo che i tempi siano rapidi, ma dobbiamo lavorare con rigore».

Conclusione: un progetto che prende forma, “mese dopo mese sempre più tangibile”

Il messaggio finale è stato condiviso da tutti e tre gli interlocutori: il progetto è molto avanzato, ma restano da compiere i passaggi più tecnici e complessi.

Corsi ha parlato di «un sogno che mese dopo mese diventa più tangibile».

Lotti ha ribadito che «l’umiltà e la capacità di ascolto saranno fondamentali».

Mantellassi ha ricordato che «questo è l’unico percorso formale mai arrivato così avanti».

Il nuovo stadio Carlo Castellani resta dunque uno degli interventi urbani più importanti degli ultimi anni, un’infrastruttura che punta a ridefinire il rapporto tra sport, città e territorio.

Infine un appunto della ad e vicepresidente Corsi: “Andiamo avanti a prescindere dall’aspetto sportivo. Dai risultati che ci tengono in grande apprensione. Posso assicurare che comunque andremo avanti. Con stadio e con Monteboro. Sebbene alcuni risultati sportivi ci abbiano preoccupato. Ma il binario è tracciato e andiamo con determinazione”.