
Quando il 24 febbraio 2022 scoppiava la guerra in Ucraina, Bogdan Popov aveva appena 15 anni.
Proprio in quella data era in Polonia con la sua Under 17 della Dinamo Kiev, lontano dalla sua Nizhyn, cittadina a nord-est di Kiev.
Non poteva immaginare che quello sarebbe stato l’inizio di un lungo viaggio che lo avrebbe portato, tre anni dopo, a diventare capocannoniere momentaneo della Serie B con la maglia dell’Empoli.
Costretto a restare all’estero, Popov approda prima nel settore giovanile del Górnik Zabrze, in Polonia. Poi, grazie allo status di rifugiato, arriva in Italia e trova accoglienza ad Arcola, in Liguria, ospite di una famiglia del posto. Un cambio radicale: nuova lingua, nuove abitudini, lontano dalla sua casa e dai suoi affetti. L’unico filo che resta intatto è il calcio.
Dopo una breve esperienza di allenamenti con lo Spezia, arriva la svolta: l’Empoli decide di puntare su di lui. E a Monteboro, tra i giovani talenti che ogni anno crescono in azzurro, Popov trova la sua dimensione. Con l’Under 17 segna 8 gol in 14 partite, con la Primavera arriva in doppia cifra (10 reti in 33 presenze) mostrando continuità e carattere.
Il destino gli regala la grande occasione a inizio stagione. Va in panchina con la prima squadra con Pellegri infortunato, Nasti appena arrivato ma squalificato.
Gioca Shpendi che segna subito. Ma poi si infortuna.
Ed ecco che tocca a lui, quasi inaspettatamente.
All’esordio in Serie B, contro il Padova, segna una doppietta: un gol da centravanti puro e uno con un tuffo di testa. Al secondo match, contro la Reggiana, infila la terza rete: un tocco morbido di destro che scavalca il portiere e fa esplodere i tifosi. Tre gol in due partite, numeri da predestinato per un classe 2007.
Fisico imponente (1,93 m) ma piedi educati, Popov non è solo un riferimento d’area: sa giocare con la squadra, attaccare la profondità e dare qualità alla manovra. Caratteristiche che fanno pensare a un futuro importante. Nel frattempo è arrivata anche la chiamata dell’Ucraina Under 19 per un torneo internazionale in Spagna, contro avversarie di livello come Inghilterra, Olanda e Spagna.
Monteboro, ancora una volta, si conferma terreno fertile per i giovani. Popov ci è arrivato per necessità, ma oggi lo vive come la sua casa. Qui può crescere senza pressioni e con la serenità che serve a un ragazzo di 18 anni che ha già visto tanto, troppo, fuori dal campo.
Il futuro dirà fin dove potrà arrivare, ma intanto Empoli si gode il suo nuovo bomber: un talento che, dopo aver perso la propria casa, ne ha trovata un’altra sotto i colori azzurri.


