foto Empoli F.C.


Il tecnico dell’Empoli, Aurelio Andreazzoli, ha commentato ai microfoni di Radio Lady la retrocessione in Serie B: “Siamo tristi stasera, la voglia di parlare non è molta. Abbiamo fatto la partita che volevamo fare nel secondo tempo. Nel primo abbiamo dovuto raccogliere un po’ le idee, per esprimere quello per cui avevamo lavorato. Eravamo attanagliati da qualcosa che non ci permetteva di essere noi stessi: abbiamo fatto molti errori, provocati anche dalla bravura dell’Inter. Abbiamo giocato con l’idea di essere fino all’ultimo instante nella condizione di decidere il nostro destino. Così è stato e il nostro secondo tempo è stato notevole. Handanovic ci ha chiuso la porta in almeno tre occasioni. Anche il nostro portiere è stato molto bravo ovviamente. Il palo all’Inter ha messo la palla sui piedi di Nainggolan, mentre noi abbiamo colpito la traversa e la palla poi è uscita. I ragazzi sono stati bravi e si sono applicati fino alla fine, seguendo gli schemi offensivi che abbiamo provato in allenamento. Siamo stati bravi, perché ho visto trame notevoli”.

La tua promessa era quella di ‘morire da vivi’. Alla fine l’hai mantenuta nonostante la retrocessione: “Mi hanno detto che anche la curva dell’Inter ha applaudito i ragazzi e questo significa qualcosa. Il nostro pubblico ci ha seguito in massa: siamo riusciti a creare un sodalizio importante. E’ stato bello partecipare a queste ultime quattro gare. Purtroppo non siamo soddisfatti come vorremmo, ma questo è lo sport e va accettato. Io e i ragazzi abbiamo avuto una crescita importante, loro se la porteranno dietro sicuramente. A me rimarrà l’immagine di un gruppo che dopo aver dato tutto cade in un pianto disperato. L’esonero? E’ andata così, nella vita bisogna giudicare i fatti”.

Il presidente si augura la tua permanenza… “Adesso è ancora presto per parlare di questo. La volontà dell’ambiente è chiara e questa per me è una cosa importante. Io aspetterei però: per prendere questo tipo di decisioni occorrono energie importanti. Ora ne abbiamo poche: dobbiamo ricaricarci un po’”.

Hai qualche rammarico? “Non ho nessun rammarico di questa esperienza. Io entro alle 8:15 della mattina e vado via alle 19:45 la sera. Così fanno anche tutti i miei collaboratori. Quando parlo di tutti dico tutti veramente. Come si fa ad avere rammarico? Abbiamo dato tutto e i ragazzi hanno dato risposte complete. Le cose importanti le abbiamo fatte tutte alla grande e infatti è nato quello di cui parlavo dentro lo spogliatoio e in tutta la città. La gente non la inganni coi discorsi, ci vogliono fatti, sentimenti e comportamenti”.