
Il tecnico dell’Empoli, Aurelio Andreazzoli, ha commentato con amarezza il pareggio subito all’ultimo secondo dall’Avellino che ha permesso agli irpini di portare a casa un punto: “Le gare vanno chiuse prima, altrimenti il risultato rimane in bilico e un calcio d’angolo può trasformarsi in un gol per gli avversari. Da lì è nata una situazione come quella si è verificata. Il nostro portiere non l’aveva mai praticamente con le mani e in questo siamo stati bravi, migliorando ancora in questo aspettato. Non siamo invece stati precisi e fortunati a chiudere la gara e ci rammarichiamo di questo. Ci abbiamo provato in tutti i modi a raddoppiare, senza riuscirci. Questo è il calcio e bisogna guardare il tutto come se fosse un bicchiere mezzo pieno”.
La fisicità dell’Avellino ha messo in difficoltà l’Empoli? “La temevamo, ma non mi sembra che l’abbiamo sofferta. Abbiamo tenuto il 65% del possesso palla, gestendola sempre a terra. Abbiamo fatto ciò che volevamo fare, ma ci è mancata solo la fase conclusiva. Non c’è granché di più da aggiungere. Io ho fatto i complimenti all squadra perché ha interpretato la partita come doveva fare. Non abbiamo concesso quasi mai all’Avellino situazioni pericolose, tenendoli sempre lontani dall’area di rigore. Calci d’angolo e punizioni non ne erano arrivati. Loro sono stati premiati in una situazione di questo tipo”.
Luperto era chiamato a una partita importante: “Ha risposto benissimo. E’ stato impeccabile, anche nel far ripartire l’azione. E’ una conferma relativa, lui mi dà segnali tutti i giorni e io gli faccio i complimenti da sempre. Anche oggi erano meritati. Volevamo dare un po’ di respiro a quelli che avevano tirato la carretta anche a Cittadella. Avremmo avuto bisogno del quarto cambio oggi per continuare a fare ciò che facevamo. E’ l’episodio che ci ha condannato”.
Sui prossimi avversari: “Il Foggia ha vinto anche oggi, giocando più di un’ora in 10. Ho appena fatto i complimenti a Stroppa, perché stanno facendo un bel calcio e ottenendo ottimi risultati. Lì c’è del potenziale davvero importante. Traorè? L’ho messo perché avevo fiducia in lui, non perché era un contentino“.

