
GIORNATA particolare, quella di ieri per gli azzurri. La squadra non ha lavorato sul campo, ma si è divisa in due tronconi. Chi al mattino ha parlato con Vivarini (colloqui privati per conoscere da vicino tutti i giocatori) nel pomeriggio ha svolto tutta una serie di test atletici e viceversa. E’ stato il primo contatto con i nuovi preparatori Dal Fosco e Perrotta: i due hanno raccolto una quantità importante di dati ed hanno trascorso buona parte della nottata ad analizzarli. Un nuovo modo di lavorare per stilare un profilo personalizzato di ogni singolo giocatore e costruire una preparazione ad hoc.
Il primo passo è stato l’Fms, un test studiato per valutare deficit articolari delle spalle, anche e limiti muscolari dei flessori. Serve a prevenire gli infortuni e a colmare deficit o gap nella tenuta. Effettuate poi alcune prove di appoggio podalico e di valutazione della colonna vertebrale, ma anche la stabilità del bacino e i possibili scompensi. Con dei video è stata poi valutata la caduta a terra delle ginocchia e la biomeccanica degli arti inferiori, ma sono stati effettuati pure dei test di soglia anaerobica con tapis-roulant e maschera. Insomma un vero e proprio check-up di ogni singolo giocatore per stilare un profilo dettagliato e personalizzato.
«Servirà – dice il preparatore Del Fosco – per raccogliere informazioni e pianificare il lavoro dei prossimi 20 giorni. Divideremo i giocatori a gruppi a seconda delle loro caratteristiche e ognuno svolgerà un lavoro funzionale al proprio fisico. Gli obiettivi sono gli stessi, cambia il modo di arrivarci. Questi test saranno poi integrati nei prossimi giorni da una valutazione della forza e della forza funzionale».
Fonte: La Nazione

