La Scuola del Tifo (foto Empolichannel.it)


Riceviamo e pubblichiamo la letterina della piccola Martina, una bambina che partecipa al progetto della Scuola del Tifo. Dopo essere stata allo stadio insieme ai suoi compagni per vedere Empoli-Carpi ha messo nero su bianco le sue impressioni…

Per la prima volta in vita mia sono andata allo stadio. Non mi è mai piaciuto il calcio. Avevo cercato di farmelo piacere giocando qualche volta, ma ho scoperto di non essere portata. Però c’è una ragione per cui io, il 13 dicembre 2015, sono andata allo stadio e cioè che la nostra scuola, insieme a tante altre, ha partecipato al progetto Scuola del Tifo.

I responsabili del progetto ci hanno offerto di andare a vedere la partita Empoli-Carpi allo stadio Castellani. Arrivati allo stadio, tutti i bambini si sono riuniti in una parte di esso, mentre i genitori andavano a prendere posto sugli spalti. Poco prima della partita noi bambini abbiamo fatto un giro di campo. In quei momenti la mia felicità era incontenibile e sognavo a occhi aperti. ma non perchè ero in uno stadio e vedevo da vicino i giocatori, ma perchè ero stata contagiata dalla foga dei tifosi dell’Empoli, davanti a cui ci siamo fermati sventolando le nostre bandiere blu. Mi dava l’impressione di mille cuori che battono insieme come uno solo, offrendo ai tifosi avversari un tifo leale e giusto. Tale era la mia gioia quando, iniziata la partita, le gambe battevano eccitate sugli spalti e mille bandiere sventolavano felici per incitare i propri eroi. Ogni volta che si avvicinavano alla porta avversaria aumentava l’eccitazione incontrollabile, la gioia, la felicità, la frenesia dopo un gol. Infatti, dopo di esso, tutti i tifosi si alzavano all’unisono e applaudivano al settimo cielo e striscioni si levavano in aria sorretti dalle braccia esultanti.

Mi è capitato più volte di notare quando fossero diverse le due tifoserie. Infatti gli striscioni dell’Empoli lo incitavano e quelli del Carpi insultavano la squadra avversaria. Lo stesso valeva per i cori, quello dell’Empoli intonava “Foooorza Empoli”. Quello degli avversari era un’offesa verso di noi. A un certo punto ho avuto anche paura, quando i tifosi avversari hanno lanciato un petardo che è esploso in un boato, prendendomi di sorpresa. Ho avuto l’impressione che il mio cuore si fermasse e poi ricominciasse a battere, ma molto più velocemente del normale. Infatti ho sempre avuto paura degli scoppi. Da piccola avevo paura dei fuochi d’artificio e ancora oggi ho paura dei palloncini, perchè quando ero piccolissima uno di loro mi è scoppiato tra le mani e da quel giorno ne ho una fifa terribile.

Non pensavo che a una partita potessi fare tesoro di tante emozioni. E’ stata un’esperienza mozzafiato, bellissima. Quello è un giorno da ricordare.

Martina