Matias Vecino con la maglia dell'Empoli (foto Empolichannel)


Matias Vecino, ex Empoli che domenica sarà avversario con la Fiorentina, si è raccontato in una lunga intervista al Corriere dello Sport.

Chi l’ha scoperta e portata a Firenze?
“Il direttore Pradè. Giocavo nel Nacional, lui venne in Uruguay, mi incontrò, mi parlò della Fiorentina e io dissi di sì firmando fino al 2018 e sapendo che stavo compiendo un passo importante per la mia vita e la mia carriera”.

Nel gennaio 2014 ecco il prestito al Cagliari.
“Già, in viola giocavo pochissimo, la società cercava una squadra per farmi fare esperienza ma non era facile. Si fece avanti il Cagliari perché l’allenatore era Lopez, uruguayano come me, mi conosceva. Esordii proprio contro la Fiorentina, il mercoledì prima mi ero allenato a Firenze, tre giorni dopo vestivo un’altra maglia. Fu tutto molto strano, ricordo che vinse il Cagliari 1-0. Lottare per non retrocedere in una piazza calda come quella sarda è stata un’esperienza utile, e poi sentivo tanta fiducia”.

Poi l’Empoli.
“Avevo bisogno di giocare con continuità, così appena mi si prospettò la possibilità di andare a Empoli accettai immediatamente. Conoscevo la tradizione di quel club con i giovani. E quindi sapevo che per me sarebbe stata la scelta migliore anche se avrei trovato un allenatore, Sarri, che era al debutto in Serie A. Si sa poi come è andata a finire. Bene, direi, e non solo per noi due”.

Per lei Sarri cosa rappresenta?
“Una persona molto speciale, mi ha insegnato tantissimo, parlavamo di tutto”.

Le voci sul Napoli?
“Mi ha fatto piacere, se il Napoli mi voleva era perché mi voleva Sarri e questo dimostrava che avevo fatto bene con lui a Empoli e gli avevo lasciato un bel ricordo. Ma io volevo a tutti i costi giocare nella Fiorentina, conquistare Firenze. Avevo giocato troppo poco in maglia viola, volevo e voglio dimostrare qui quello che valgo”.

Un commento su Sousa e la sua Fiorentina?
“Fin dal primo giorno ci ha trasmesso la giusta mentalità, ovvero che possiamo lottare e giocarcela con tutti, anche con quei club che possono avere qualcosa più di noi. Ci parla molto soprattutto prima della partita, ci spiega quali possono essere le chiavi per aprirla. Siamo una squadra che ha le idee chiare, solida, concreta, che fa un possesso palla non per addormentare le gare ma, attraverso le verticalizzazioni, per far male agli avversari. Inoltre sappiamo gestire bene i match: se passiamo in vantaggio…”.

Scudetto possibile?
“Rispondo così: quando si sogna è bello farlo in grande. Finora è andata bene, da qui alla fine la battaglia sarà durissima, ma come ci ripete di continuo Sousa siamo pronti e stiamo dimostrando di saper combattere. Senza guardare troppo avanti, procedendo passo dopo passo. No so se firmerei per la Champions in questo momento”.