
Marco Giampaolo si è raccontato alla Gazzetta dello Sport in una lunga intervista uscita nell’edizione di ieri, domenica. In sintesi il tecnico ha parlato di diversi argomenti, dal ritorno in serie A con l’Empoli alla scelta di sostituire Sarri.
“Mai stato depresso, mai sfiorato dalla depressione. A Brescia si è approfittato di una cattiva comunicazione. Non ho mai pensato di smettere, il campo è una passione che sento forte. Mi piace l’idea della costruzione di gioco. La credibilità di un tecnico passa dal riconoscimento dei calciatori. Ho sempre parlato lo stretto necessario coi presidenti. E’ un mio difetto”.
Giampaolo racconta come è nato il rapporto con l’Empoli: “Quando ero a Cremona sono venuti i dirigenti empolesi Carli, Accardi e Calistri. Mi hanno detto ‘siamo qui e il presidente è consapevole. Se Sarri va via sei la prima scelta’. Maurizio Sarri è un caro amico. Abbiamo fatto il corso insieme. Veniamo entrambi da un calcio minore. Non siamo stati importanti e ci accomuna anche il fatto di studiare, guardare, aggiornarci. Ad Empoli Ho cominciato pensando al 3-5-2, ma prima di sapere che Saponara restava. Una volta rimasto lui, son tornato al 4-3-1-2 che questa squadra pratica da anni. Saponara è un ragazzo di spiccata sensibilità con un talento smisurato. Zielinski? E’ un fenomeno. E’ una mezzala di qualità, il club lo ha rivoluto, dopo un bel campionato».
Su Maccarone: “E’ migliorato. Lo allenai a Siena a 29-30 anni. Ora a quasi 37, sta meglio. Il vizio del gol non l’ha perso, è un esempio, soprattutto di professionalità, è un vero uomo squadra”. Alcuni dei migliori giocatori sono stati ceduti, ma per Giampaolo l’organico è comunque all’altezza: “Sono consapevole di avere una squadra forte in cui vivo con attenzione il quotidiano, l’Empoli raccoglie consensi, a maggio vedremo. Penso a ripagare la fiducia del club. I ragazzi? Si fanno valere e alcuni spiccheranno il volo”. Zeman e Di Francesco, due allenatori molto apprezzati da Giampaolo. “Stimo molto il boemo. Sono andato a vederlo, ha saputo dire la sua. Così come stimo Di Francesco che lo segue. Ho allenato lo scorso anno suo figlio, è stato un piacere e il papà mi piace”.
Giampaolo parla anche della sua passione per la cucina. “Mi piace il pesce, magari accompagnato da un buon vino bianco. I ristoranti ‘stellati’ li ho girati quasi tutti, la buona tavola ci permette di staccare la spina dalla routine quotidiana”.

