Marco Giampaolo ha parlato della sfida contro i bianconeri. “Io vicino alla Juve nel 2009? Sono passati sette anni da quel giorno, non mi ricordo nemmeno più. Quando non ci si accorda è perchè uno dice sì e l’altro no.La mia carriera non è certo cambiata per quell’episodio”.

Le motivazioni. “Non possiamo parlare di cali di tensione, è una regola che deve valere sempre. Ritengo che la partita sia complicata, la Juve è una bestia che non domi mai. Temo che non basterà nemmeno una prestazione ottima, dovremo aggiungerci dell’altro. Ma siamo nella condizione di potercela giocare”.

I guai della Juve. “I problemi vengono messi in risalto in maniera diversa, a loro non viene perdonato nulla nella condotta di un campionato. L’eco è diverso. Ma penso che sia una squadra che può rientrare, ha cambiato molto ma ha tutti i numeri per tornare al vertice”.

Niente da perdere. “Abbiamo da perdere che in palio ci sono i tre punti, ma c’è anche il discorso crescita. Se ci accontentiamo della bella prestazione senza i tre punti abbiamo già perso qualcosa, non fa parte del processo di maturazione”.

La squadra. “La settimana è stata scandita da un certo tipo di lavoro. Dovevamo ripristinare le energie. Abbiamo tanto da fare e da migliorare, anche a Palermo qualche errore lo abbiamo commesso. Non dobbiamo abbassare la guardia. La gestione degli aspetti psicologici è determinante”.

La formazione. “Un paio di scelte le devo ancora fare, molto dipenderà da come partire e come finire. Le caratteristiche dei miei giocatori possono orientare la partita, ho una notte per sbagliare di meno”.

Saponara. “Saponara può tornare in una grande squadra, Empoli può essere la sua consacrazione finale. Lo può proiettare in un panorama di livello internazionale, lui ha le qualità per riuscirci”.