
Dopo che venerdì scorso sono state perquisite dalla Guardia di Finanza le sedi della Lega calcio di Serie A e di Serie B e quelle di alcune società professionistiche, tra cui il Genoa e il Bari, nell’ambito di un’inchiesta della procura di Milano sulla compravendita dei diritti televisivi, spuntano ora i nomi dei primi indagati, tra cui spicca quello di Claudio Lotito, presidente della Lazio e ‘uomo forte’ della Lega Calcio. Oltra al patron biancoceleste, nel mirino degli investigatori anche l’ex arbitro Gianluca Paparesta, presidente del Bari, ed Enrico Preziosi, numero uno del Genoa.
Al vaglio degli inquirenti anche le posizioni di alucni dirigenti Mediaset, società che ha ottenuto parte dei diritti televisivi in questione, ed i vertici di Infront, la società che gestisce la vendita dei diritti per contro della Lega e che provengono, tutti, proprio da Mediaset. I reati ipotizzati sono quelli di turbativa d’asta, turbata libertà degli incanti e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza. L’inchiesta I diritti tv della serie A fanno incassare alla Lega Calcio 943 milioni a stagione per il triennio 2015-2018. La procura milanese, attraverso i magistrati Roberto Pellicano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, ipotizza che siano state utilizzate complicate operazioni finanziarie all’estero per fare quadrare i conti di qualche squadra di calcio si serie A.
L’autorità ‘ingannata’ dagli indagati nell’inchiesta sarebbe la Covisoc, vale a dire la Commissione per la vigilanza e il controllo delle società di calcio. La procura milanese ha formulato varie ipotesi di reato in relazione alla compravendita di diritti televisivi: turbativa d’asta, turbata libertà degli incanti e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza, in relazione alla compravendita dei diritti televisivi. L’ipotesi al vaglio dei magistrati è che alcune società avrebbero creato un ‘cartello occulto’ per garantirsi la parte più rilevante dei diritti sportivi, favorendo inoltre in modo improprio Mediaset rispetto al concorrente Sky.
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