Marco Roccati


Era il 21 settembre 1997, terza giornata del campionato di serie A. Al Castellani arriva la Lazio di Eriksson: i biancocelesti si presentano con Mancini, Boksic, Signori e Nedved, tanto per citarne alcuni, mentre l’Empoli di Luciano Spalletti è reduce dalle sconfitte contro Roma e Napoli. Gli azzurri passano all’11’ con un gran gol di Martusciello, attuale collaboratore tecnico di Sarri. Ma la squadra capitolina, a un quarto d’ora dal termine, avrebbe la possibilità di pareggiare con un rigore di Signori.

Il numero undici si presenta sul dischetto: di fronte ha un giovanissimo portiere che si trova ad esordire in serie A dal primo minuto. Si chiama Marco Roccati e da lì a poco diventerà l’eroe del match, neutralizzando il tiro dagli undici metri con una gran parata.

Roccati adesso ha 39 anni ed è preparatore dei portieri nel Chievo. E’ intervenuto in diretta oggi pomeriggio, giovedì, a Incontro Azzurro l’Empoli in diretta. Con lui abbiamo parlato di quella splendida vittoria con la Lazio, ma anche della sfida che attende gli azzurri di Sarri domenica prossima.

“Empoli è un pezzo del mio cuore – ha spiegato Roccati – e ricordo molto bene quella partita. Ero all’esordio da titolare e parai un rigore a Signori. Fu un grande intervento, anche dal punto di vista tecnico. Mi ero preparato benissimo alla vigilia: allora non c’erano i dvd da guardare, ma il mio preparatore, Marconcini, mi consegnò un libretto prima della partita con tutti i segreti della formazione biancoceleste. Avevo studiato il modo di calciare di Signori, tant’è che anni dopo, quando siamo stati compagni di squadra, riparlammo a lungo di quel rigore parato”.

Che Empoli era quello?

“Una squadra che puntava tutto sulla forza del gruppo. Ricordo un ambiente fantastico e una società che aveva fatto crescere in casa i suoi talenti. C’erano due empolesi, Ficini in campo e Spalletti in panchina, e molti dei giocatori titolari erano all’esordio in serie A. Ma con lo spirito di gruppo e il collettivo riuscimmo a realizzare un’impresa”.

Cosa pensi di questo Empoli, invece?

“Mi piace molto Maurizio Sarri. E’ un allenatore preparatissimo, si vede dal modo in cui gioca la squadra. Credo che le armi con cui si ottengono i risultati a Empoli siano le stesse di quando c’ero io. E’ un ambiente sano, un gruppo eccezionale. Salvarsi non sarà facile, ma credo che sia un obiettivo alla portata della squadra”.