Pietro Terracciano ospite negli studi di Radio Lady durante Incontro Azzurro
Pietro Terracciano ospite negli studi di Radio Lady durante Incontro Azzurro


Il portiere dell’Empoli, Pietro Terracciano, è stato l’ospite della puntata di Incontro Azzurro di giovedì 4 ottobre. Intervenuto ai microfoni di Radio Lady ha commentato l’inizio della stagione in Serie A: “C’è stata sicuramente un po’ di sfortuna, ma non possiamo aggrapparci a quello. Dobbiamo pensare avanti, continuando a lavorare su questa strada anche se fino a ora abbiamo raccolto poco. Il clima è sereno, perché la squadra è viva: creiamo gioco e occasioni, per questo non siamo contenti dei risultati. Dobbiamo rimanere con la mentalità giusta. Lo scorso anno ci ha fatto fare la differenza, adesso deve farci fare i risultati”.

Non è la prima volta che giochi in Serie A: “Avevo già giocato un paio di partite a Catania con Montella, quello fu un assaggino. Come si affronta il salto di categoria? La qualità cambia. Se prima potevi permetterti qualche sbavatura in più adesso rischi di pagarla a caro prezzo. Il piacere di questa categoria è proprio quello di giocarla”.

La partita col Milan? “Quello che mi ha fatto piacere a fine partita è stato l’abbraccio con Reina. E’ venuto lui a cercarmi e a farmi i complimenti. Sono attestati di stima che ti riempiono di orgoglio. La parata più difficile è stata quella all’ultimo minuto su Suso, l’ho vista sbucare all’ultimo. La parata su Kessie è stato un puro riflesso”.

Sul preparatore atletico: “Avere a che fare con Mauro (Marchisio ndr) tutti i giorni è importante. Parla la sua storia per lui. Sia io che gli altri ragazzi siamo fortunati ad avere una persona come lui, professionalmente e umanamente molto valida. Io portiere spericolato? Mi è sempre piaciuto uscire dall’area per dare una mano in difesa”.

Azzurro che ha già dato molto al portiere: “L’anno scorso è stato l’anno più importante della mia carriera. Dopo due anni a Salerno dove avevo faticato a trovarmi a mio agio avevo bisogno di concentrarmi. Avevo bisogno di un posto come Empoli, come piazza e società”.

Sull’ex compagno Alfredo Donnarumma: “Per me lui è come un fratello acquisito. Ci conosciamo fin da ragazzini ai tempi di Catania. Lui ha fatto tutta la trafila lì e io lo conobbi subito appena arrivai. Il rapporto è speciale tra noi, lui per me c’è sempre stato. Adesso si sono prese strade diverse e un po’ mi dispiace, ma gli auguro il meglio per il giocatore e la persona che è”.

A Catania giocavi in una squadra di argentini: “Ci pareggiavamo. Il tavolo a cena era da un lato tutti sudamericani e dall’altro tutti italiani. Non c’erano differenza a parte la lingua. C’erano tanti giocatori importanti, come Almiron, Andujar, Papu Gomez. Io arrivai con Montella e subito il primo anno abbiamo fatto bene. Si era creato un bell’ambiente, poi dispiace a tutti quello che è successo nel giro di due anni. Tifo ancora un po’ per loro, in Sicilia mi è rimasto un pezzo di cuore”.

Sul sogno della Nazionale?Ci deve sempre essere equilibrio nelle cose. Non mi piace passare da un eccesso all’altro. L’importante è non farsi prendere troppo da facili entusiasmi, perché più in alto ti fanno arrivare più rumore fai quando cadi. Ci vuole un attimo a finire nel dimenticatoio“.

Quali sono i tuoi idoli calcistici? “Fin da piccolo ho sempre avuto la predisposizione per fare il portiere. Mio fratello a quattro anni mi metteva in porta sul cemento. Da piccolo avevo la maglia di Toldo agli europei del 2000 che aveva giocato. Ero appassionato anche dell’Inter e lui giocava lì in quegli anni. Buffon invece fa categoria a parte, penso sia stato l’idolo di tutti portieri e calciatori che hanno cominciato a giocare”.

Sul compagno Provedel:Con Ivan c’è un ottimo rapporto ed è così da subito. Ci giochiamo il posto, ma ci diamo sempre una mano. Io ho fatto così quando giocava lui lo scorso anno e lui sta facendo così con me adesso. Anche con Andrea Fulignati ci troviamo benissimo, siamo una squadra nella squadra. Competizione c’è, ma le scelte sono fatte da altri”.

Contro la Roma che Empoli servirà? “Sarà una partita complicata, ma non ci sono partite più facili di altre in Serie A. Incontreremo una grande squadra e dovremo rimanere sempre concentrati: contro certi campioni non ti puoi permetterti errori. Loro troveranno comunque una squadra che vorrà dargli filo da torcere”.

Giorgio Galimberti